La Campana della Speranza

Aggirandovi per Lower Manhattan, magari mentre cercate di orientarvi tra le strade insolitamente tortuose (per New York!) alla ricerca della Freedom Tower, potreste sbucare in vista di una piccola  chiesa in stile georgiano, la St. Paul’s Chapel. In tal caso potreste avere la fortuna di assistere a un breve ma intenso rito che si svolge nello spazio retrostante, tra l’edificio di culto e l’antico cimitero, che ha come protagonista la “Bell of Hope” (Campana della Speranza).

La St. Paul’s Chapel, costruita nel 1766, si trova nel cuore del distretto finanziario di New York, a due passi due da Ground Zero ed è l’edificio di culto più antico di Manhattan tuttora in uso. Dal giorno della sua apertura a oggi la chiesa è costantemente cresciuta d’importanza legando la propria storia ad alcuni episodi che hanno segnato l’evoluzione di New York e degli interi Stati Uniti.

Il primo di questi episodi risale al 30 aprile 1789. George Washington, dopo essere stato eletto primo presidente degli Stati Uniti, prestò giuramento nel balcone della Federal Hall di Wall Street e da lì si diresse alla St. Paul’s Chapel, dove prese parte alle funzioni. Washington era solito frequentare la Chiesa nei due anni in cui New York fu la prima capitale dello stato federale (cioè fino al 1790).

Facciamo un salto nel tempo di oltre due secoli per arrivare all’altro più significativo episodio che ha visto la chiesa diventare ancora una volta centro di gravità per la comunità cittadina. È l’undici settembre 2001, il giorno funesto di New York con l’attacco terroristico alle Torri Gemelle e il conseguente rovinoso crollo, il giorno che ha lasciato una ferita profonda nel cuore della Lower Manhattan e ancora più profonda nelle sicurezze di tutti i newyorkesi. Svariati edifici nei pressi delle Torri crollarono nelle ore successive a causa delle gravi lesioni subite, ma non la St. Paul’s Chapel, che rimase miracolosamente illesa guadagnandosi per questo il soprannome di “piccola Cappella che rimase in piedi” (“Little Chapel that Stood”). Per i successivi nove mesi la chiesa divenne il punto di riferimento e ristoro per i volontari intenti a soccorrere le persone coinvolte dalle conseguenze devastanti della tragedia, trasformandosi agli occhi degli abitanti di New York in un nuovo simbolo di resilienza e rinascita. Oggi l’interno ospita una mostra permanente che ricorda quei tragici fatti.

La “Bell of Hope”, sul suo piedistallo di arenaria in un piccolo spiazzo al confine col piccolo cimitero dietro la chiesa, fu un regalo della città di Londra ai cittadini di New York all’indomani degli attacchi terroristici dell’undici settembre 2001, e ogni anno a un anno da quel giorno i suoi rintocchi riecheggiano tra i grattacieli di Wall Street in una cerimonia commemorativa di lutto e speranza. La campana viene suonata anche in altre occasioni per ricordare le vittime di stragi e sparatorie.

Poter prendere parte a questo rituale così evocativo e sentito dai newyorkesi è un piccolo colpo di fortuna. Seppure all’ombra dei grattacieli e con la sagoma incombente del modernissimo Oculus sullo sfondo, il riverbero di quei rintocchi vi trasporterà in un tempo sospeso, impermeabile alla rumorosa frenesia della città.

Accessibilità. Il complesso della St. Paul’s Chapel è accessibile anche in carrozzina. Lungo il lato destro dell’edificio sono presenti alcune rampe che conducono davanti alla facciata posteriore; da qui è possibile visitare l’interno della chiesa, esaminare da vicino la Campana e fare una breve passeggiata nel cimitero. . 

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