Siamo nella prefettura di Gifu, nel cuore delle Alpi Giapponesi, e qui si trova un villaggio che sembra uscito da un’antica leggenda nipponica. Shirakawa-Go si estende ai piedi del monte Hakusan con le sue tradizionali case in legno dal tetto in paglia a spioventi, componendo uno scenario fiabesco e unico al mondo. E ora che sono qui mi sento particolarmente fortunato, perché la luce di una bella giornata primaverile fa risplendere il manto bianco lasciato da una recente nevicata impreziosendo il paesaggio di ulteriori suggestioni.
Ho passato una mezza giornata in questa idilliaca località giapponese e nel seguito riporto le mie impressioni e varie info utili, comprese come sempre quelle sull’accessibilità♿️.
INDICE


1) COME ARRIVARE
Shirakawa-Go non dispone di una stazione ferroviaria, pertanto può essere raggiunta in auto, come ho fatto io, oppure in autobus, con mezzi che partono principalmente da Takayama o Kanazawa.
Per chi arriva in auto sono disponibili delle aree parcheggio a pagamento (dalle 8:00 alle 17:00) situati all’esterno del centro abitato, poiché l’accesso alle auto non è consentito all’interno del villaggio stesso. Le principali aree di parcheggio si trovano sul lato ovest del fiume Shō, mentre quasi tutto il centro abitato si trova sul versante opposto. Per raggiungerlo in pochi minuti, il percorso più breve, e decisamente più spettacolare, prevede l’attraversamento di un ponte pedonale sospeso sul fiume. Il percorso è accessibile anche in carrozzina♿️: alcune rampe permettono di arrivare all’inizio del ponte, che non presenta barriere architettoniche.
- Posizione: clicca QUI per visualizzare la posizione su Google Maps.
2) CENNI STORICI


La valle di Shirakawa è stata a lungo isolata a causa delle montagne e degli inverni rigidi, fattori che hanno contribuito a preservarne lo stile di vita rurale autentico. Le tradizionali abitazioni gasshō-zukuri hanno origini secolari e furono progettate per resistere alle forti nevicate e per ospitare attività come la coltivazione del baco da seta nei piani superiori. Nel 1995 il sito è stato dichiarato inserito nella lista UNESCO, ciò ha permesso di salvaguardare il villaggio, proteggendone sia l’architettura che le tradizioni.
La tecnica di realizzazione dei tetti delle case è detta “gasshō-zukuri“, che significa letteralmente “come mani che pregano“.
3) LA VISITA
La visita di Shirakawa-Go è stata in pratica un susseguirsi di scorci da cartolina e angolini deliziosi su uno sfondo di magnifici panorami montani. Lasciata la macchina nell’area di parcheggio, dopo un rapido giro nella porzione di abitato ad ovest del fiume, trovo il ponte sospeso, il cui attraversamento offre la prima intensa emozione della giornata. Oltre il ponte, introdotto da un tempietto e un piccolo tori, si dispiega il grosso del villaggio con le sue casette storiche sparpagliate tra risaie e stradine. Le case Gassho-zukuri viste da vicino sono davvero imponenti, con i tetti di paglia singolarmente spessi e ripidi. Fa da sottofondo all’esplorazione il suono costante dell’acqua che scorre nei canali laterali, dove nuotano carpe colorate, mentre qua e la spuntano vecchi mulini ad acqua.
Incrocio la strada principale, una lunga linea retta che seziona in due l’abitato, costeggiata da negozietti di artigianato locale e ristorantini. Percorrendola verso nord, e poi deviando a est, ci si trova all’imbocco della lunga salita verso il belvedere di Shiroyama. La salita è decisamente impegnativa sia a piedi che su ruote♿️ (consigliata caldamente carrozzina a propulsione oppure braccia molto forti e resistenti se usate una manuale) ma se possibile non perdetevela. Arrivati in cima, avrete il vostro premio: una vista mozzafiato sul villaggio sottostante, un pugno di case fiabesche in una valle incantata, come un catino incastonato tra verdi montagne. Quassù troverete anche un negozio di souvenir con oggettistica e dolciumi davvero interessanti e un ristorante per rifocillarvi.


Tornati a valle, c’è ancora un pò di tempo per perdersi nei sentierini tra case e risaie e scattare altre foto (non vi sembreranno mai abbastanza!), prima di tornare al parcheggio. Alcune case-museo sono visitabili dai turisti: la più famosa tra queste è sicuramente la Casa Wada, che però purtroppo non è accessibile in sedia a ruote.
4) ACCESSIBILITA’

Shirakawa-Go, pur essendo un sito montano e tradizionale, si può in gran parte girare anche in carrozzina. Le strade principali del villaggio sono per lo più pianeggianti e asfaltate, per cui percorribili senza particolari problemi. Anche il ponticello sospeso sul fiume che divide il grosso del centro abitato dall’area dove sono presenti i parcheggi auto è raggiungibile e fruibile su ruote. Dal lato parcheggi, dove è presente una scarpata, sono presenti delle rampe per superare il dislivello, mentre sul lato opposto lo sbarco è in piano.
Sono visitabili in parte alcune case-museo, grazie alla presenza di rampe o ingressi adattati, mentre non sono mai raggiungibili i piani superiori a causa delle scale interne. Non è accessibile la più fascia delle case-museo, la cosiddetta Casa Wada.
Percorrendo una lunga salita asfaltata (consigliata carrozzina elettrica) è possibile raggiungere il belvedere Shiroyama da cui si gode un panorama incantevole. Qui sono anche presenti dei servizi igienici accessibili.
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