Ci sono viaggi che si fanno per arrivare da qualche parte. E poi ci sono quelli in cui la strada è la destinazione. Un viaggio on the road attraverso il grande Ovest del Canada è qualcosa di cui è difficile raccontare le sensazioni. È una strada che corre per centinaia di chilometri tra montagne immense e foreste senza fine. È il turchese dei placidi laghi delle Montagne Rocciose, è il silenzio davanti a un ghiacciaio. È un cervo che attraversa la carreggiata, un orso intravisto tra gli alberi, una cascata che compare dietro una curva. E poi ci sono quei momenti in cui si spegne la radio, si abbassa il finestrino e si guarda semplicemente fuori. Perché in questo angolo di Nord America la natura non fa da sfondo al viaggio: la natura è il viaggio. Un road trip nelle terre selvagge dell’Ovest canadese non è semplicemente una vacanza. È una lunga sequenza di meraviglia, libertà e scoperta.
Nel racconto che segue riporto le tappe principali del mio viaggio in auto in Canada nell’estate 2026. Un viaggio iniziato a Vancouver, proseguito attraverso i meravigliosi scenari naturali della British Columbia fino a raggiungere l’Alberta e i grandi parchi nazionali delle Montagne Rocciose, per poi lentamente ritornare verso l’Oceano. Come sempre, oltre a descrivere in sintesi il fascino delle destinazioni raggiunte, ripoterò anche utili informazioni sull’accessibilità ♿️dei luoghi. Spero vi piaccia.
Non perdete anche il mio articolo contenente tutte le informazioni su come preparare al meglio il viaggio, lo trovate cliccando al seguente LINK (ARTICOLO IN PREPARAZIONE).
Per semplificare la navigazione di seguito trovate mappa dei luoghi visitati e l’indice con il collegamento ai diversi paragrafi.
INDICE
PARTE PRIMA: DALL’OCEANO ALLE MONTAGNE
PARTE SECONDA: TRA LE MONTAGNE ROCCIOSE
- Pyramid Lake
- Maligne Lake
- Icefields Parkway
- Athabasca Glacier
- Cline River
- Bow Lake
- Banff
- Louise Lake
- Canmore
- Incontri con la Fauna
Parte prima: dall’oceano alle montagne
Vancouver

La storia del mio viaggio on the road ha inizio a Vancouver. Questa moderna metropoli nordamericana è il principale porto sulla costa occidentale canadese, nonché la capitale della Columbia Britannica. Il 15 luglio 2026 siamo atterrati all’aeroporto dopo un volo interminabile (e alquanto scomodo). Dopo aver trascorso la prima notte in una camera dell’Abercorn Hotel, un albergo nei dintorni dell’aeroporto, la mattina dopo abbiamo preso possesso dell’auto noleggiata online settimane prima dell’arrivo. Si trattava di un’auto adattata per potervi accedere anche in carrozzina♿️ fornita dalla Delta Wheelchair Vans, una delle compagnie presenti nell’area metropolitana in grado di fornire questo tipo di servizio. Caricati i bagagli, il nostro roadtrip ha avuto inizio.
A Vancouver dedicherò un articolo specifico, per cui ora non mi dilungherò sulla descrizione della mia esperienza in città. Accontentatevi di sapere che Vancouver ha rappresentato la tappa iniziale e finale del nostro road trip nell’ovest canadese.
Sea to Sky Highway

Dal Mare al cielo! La prima parte del nostro on the road prevede di percorrere la Sea to Sky Highway, soprannome con cui è più nota la British Columbia 99, considerata una delle strade panoramiche più belle al mondo. Ci si lascia alle spalle la baia di Vancouver costeggiando lo spettacolare fiordo Howe, per poi proseguire nell’entroterra fino a raggiungere le montagne. La strada è un continuo saliscendi tra i pendii immersi in un paesaggio di foreste verdeggianti, fiumi scroscianti e laghi azzurri. L’attrazione principale qui è proprio il paesaggio, con la possibilità di deviare nelle varie aree di sosta attrezzate che si trovano lungo il percorso per un picnic o semplicemente per godere con calma delle bellezze naturali. Si trovano anche tantissimi percorsi escursionistici ma purtroppo il più delle volte sono difficilmente accessibili per chi ha limitazioni motorie.
Le località principali lungo la strada sono Squamish, che si trova nel tratto iniziale, e Whistler, a circa 120 km da Vancouver. Whistler è un’importante stazione sciistica canadese ed è famoso per aver ospitato le olimpiadi invernali del 2010. Anche in ragione di ciò la cittadina offre una buona accessibilità per visitatori con disabilità motorie. Proprio nei dintorni di Whistler abbiamo trascorso la prima notte di viaggio nell’ostello Hi Whistler, in una piccola località nata per ospitare il villaggio olimpico e trasformata poi in una deliziosa area residenziale immersa nella natura. È possibile passeggiare comodamente tra le sue strade e i suoi vialetti anche in carrozzina, in quanto progettata e realizzata completamente accessibile.
Colline Aride

Più o meno dove la Route 99 finisce andando a confluire nella Trans Canada Highway 1, il paesaggio cambia radicalmente. Proseguendo verso Kamloops, le fresche verdeggianti montagne lasciano il posto ad aride colline e praterie, il clima diventa torrido, e sembra all’improvviso di trovarsi in Arizona più che in Canada. Pernottiamo in un motel a Barriere, un località senza particolari attrazioni, in quanto è più che altro un punto di passaggio lungo la strada che porta alle Montagne Rocciose, ma col fascino genuino di una vera cittadina nordamericana. C’è giusto il tempo di fare una passeggiata al tramonto nel Community Park, un parco alberato che costeggia il fiume Barriere. I viali del parco sono sterrati ma la pavimentazione è abbastanza compatta da consentire di spostarsi anche su ruote ♿️.
Valemount

Lungo il tratto di strada tra Barriere e Valemount il paesaggio cambia ancora, e le aride colline di Kamloops lasciano nuovamente il posto a foreste, fiumi, laghi e montagne. Vale quindi la pena fermarsi in qualcuno dei numerosi punti panoramici lungo il fiume North Thompson, spesso dotati di tavoli da picnic.
Poco oltre la metà del percorso abbiamo incontrato Blue River, una località dove è presente un’interessante attrazione. Qui si trova infatti il River Safari, un’escursione in barca tra laghi e paludi che offre buone possibilità di osservare fauna selvatica nel proprio ambiente naturale. Purtroppo l’escursione non è accessibile agli utilizzatori di sedia a ruote se non si è in grado di trasferirsi dalla carrozzina alla sedia delle imbarcazioni.
Valemount è una tipica cittadina del Nord America dall’atmosfera tranquilla, caratterizzata da case indipendenti, motel, piccoli negozi e attività locali, distribuiti in un centro abitato piuttosto aperto e poco densamente costruito. Ciò che la distingue è semmai il paesaggio intorno, dominato dalle montagne, e la sua posizione di avamposto verso il Jasper National Park (la città di Jasper dista “solo” 120 km).
A Valemount visitiamo il Cranberry Marsh Loop, un piacevole percorso naturalistico nelle vicinanze dell’albergo. Il sentiero è prevalentemente sterrato ma può essere affrontato almeno in parte anche in carrozzina grazie al fondo pianeggiante e compatto. Il percorso dapprima costeggia la zona umida, caratterizzata da vegetazione bassa, canneti, alberi bassi e stagni rumorosi, offrendo buone occasioni per osservare uccelli, anatre, insetti, e (se siete fortunati) anche castori, per poi proseguire dentro il bosco.
Hinton

Per raggiungere Hinton da Valemount si deve attraversare il Jasper National Park, per cui lungo il percorso ci siamo fermati per scoprire alcune delle attrazioni del parco, ma di queste parlerò nella sezione seguente dell’articolo, mentre qui mi limiterò al racconto di quanto visto a Hinton e dintorni. Hinton è un pò la porta d’accesso al Jasper NP per chi arriva dall’Alberta e offre varie esperienze interessanti per chi, come me, ama la natura.
Beaver Boardwalk – Il Regno dei Castori

La più interessante attrazione di Hinton è senza dubbio il Beaver Boardwalk, una lunga passerella in legno che attraversa le zone umide di Maxwell Lake, con un percorso di circa 3 km che si sviluppa attraverso stagni e tratti boschivi.
Ci tenevo tantissimo a visitare questo posto, soprattutto per le ottime probabilità di avvistare i castori, e devo dire che le mie aspettative non sono state deluse. La passerella attraversa infatti un vero habitat di castori, con dighe, tane e zone dove questi animali possono essere osservati mentre nuotano o lavorano. Non è uno zoo né un’area recintata: gli animali vivono completamente allo stato selvatico! Il Boardwalk è anche un ottimo luogo per osservare gli uccelli acquatici e una notevole varietà di piante, anfibi, uccelli e piccoli mammiferi.
Consiglio: il momento più propizio per vedere i castori all’opera è verso il tramonto, quando sono maggiormente attivi.
♿️ Il Beaver Boardwalk è accessibile anche ai visitatori in carrozzina, in quanto le sue passerelle sono sempre in piano, o con lievi pendenze oppure raccordate da rampe. Una visita che personalmente mi sento di raccomandare. L’unico punto in cui ho trovato qualche difficoltà è stato l’ingresso sterrato a causa della sua pendenza. Soprattutto in caso di piogge recenti può essere molto complicato da affrontare. Sulla base di alcune informazioni raccolte, sembra siano previsti a breve degli interventi per risolvere il problema. Inoltre potrebbero anche esserci degli altri ingressi, che però non ho utilizzato.
Parte SECONDA: TRA LE MONTAGNE ROCCIOSE
Finalmente entriamo nel cuore delle Montagne Rocciose Canadesi! I grandi parchi canadesi sulle Rockies, Jasper National Park e Banff National Park, sono in fondo la destinazione principale del nostro roadtrip, e dunque eccoci. Attraverseremo luoghi in cui la natura sembra aver deciso di alzare il volume. Montagne imponenti, laghi dalle acque turchesi, foreste, ghiacciai e una fauna selvatica sorprendentemente vicina ci accompagneranno nei prossimi giorni lungo strade panoramiche che attraversano alcuni dei paesaggi più spettacolari di tutto il Canada. L’ingresso ai parchi nazionali canadesi non è generalmente gratuito, per cui vi servirà un pass, vi rimando al seguente LINK per tutte le info. Può capitare comunque che l’ingresso sia gratuito in determinati periodi, proprio come nell’estate 2026 (lo chiamano “strong pass”). E ora procediamo col racconto di quanto visto. Come sempre, si tratta di un elenco non esaustivo delle attrazioni, per il quale vi rimando ai siti web ufficiali del Jasper NP e del Banff NP.
Pyramid Lake

Dal momento che il nostro percorso andava da nord verso sud, abbiamo incontrato prima il Jasper NP. La prima attrazione di cui vi parlo è Pyramid Lake, un lago incastonato in uno scenario da cartolina proprio alle spalle della cittadina di Jasper. Sulle sue acque si specchia una cinta di foreste e montagne tra cui spicca l’imponente sagoma piramidale della Pyramid Mountain, da cui il lago prende il nome. Tutt’intorno al lago sono presenti percorsi escursionistici che si inoltrano nella foresta, ma il luogo più caratteristico del lago è senza dubbio Pyramid Island, una piccola isola collegata alla riva da un ponticello in legno. Da qui si possono ottenere alcune delle viste più suggestive del lago, con Pyramid Mountain che si innalza sullo sfondo.

♿️ Il lago e l’isoletta sono accessibili anche su sedia a ruote. Lungo la strada che porta al lago sono presenti dei parcheggi riservati ai possessori di pass disabili, e tramite una serie di rampe in legno è possibile scendere al livello del lago. I sentieri intorno al lago e sull’isola sono sterrati ma generalmente compatti, anche se a tratti possono essere presenti ghiaia, radici, pendenze e superfici irregolari. Io non ho avuto grossi problemi con la mia carrozzina elettrica, ma le condizioni possono peggiorare a seconda della stagione e delle condizioni meteo.
Maligne Lake

Imboccando la Maligne Lake Road da Jasper, e percorrendo il suo spettacolare tracciato, dopo una cinquantina di km si raggiunge un altro dei luoghi simbolo del Jasper NP. Il Maligne Lake è il lago più grande del parco e anche uno dei suoi siti più fotografati. Le sue acque si allungano per circa 22 chilometri tra montagne, ghiacciai e boschi di conifere. Purtroppo siamo capitati in prossimità del lago in una serata molto nuvolosa e con poco tempo a disposizione, per cui la visita è stata breve e non abbiamo potuto godere appieno delle sfumature cromatiche delle sue acque, che con la luce giusta spesso si accendono di un’intensa tonalità verde-azzurra.
La strada che conduce al lago è davvero scenografica, fiancheggiata da fitte foreste abitate dalla fauna selvatica, o a tratti da nude pareti rocciose che si estendono fin su le cime delle montagne. E ovviamente da tanti punti punti d’interesse in cui vale la pena fermarsi, tra cui in cima alla lista segnalo il Maligne Canyon, e il Medicine Lake.
In merito all’accessibilità ♿️, sulla base di quanto personalmente sperimentato, è possibile raggiungere in auto un’area parcheggio, in prossimità del lago, dove sono presenti anche dei posti riservati ai possessori di pass disabili. Dal parcheggio partono dei sentieri, alcuni fruibili in parte anche in carrozzina, che permettono di raggiungere dei bellissimi punti panoramici. Vi rimando al sito web ufficiale per ulteriori info.
Icefields Parkway

La Icefield Parkway è la strada che collega Jasper a Lake Louise attraversando praticamente tutto il Jasper NP e buona parte del Banff NP. Vista dalle mappe è un pò come la spina dorsale di quel gigantesco mammifero di pietra formato dalle Rockies canadesi. È considerata una delle strade panoramiche più belle al mondo e, avendo avuto la fortuna di percorrere altre strade spettacolari in tutti i continenti, non posso che confermare questa fama.
Circa 230 chilometri attraverso vallate glaciali, foreste, laghi dalle acque turchesi, cascate e montagne che superano i 3.000 metri di altitudine. Qui la strada non è soltanto un collegamento tra due località: è una vera esperienza di viaggio. Ogni curva regala un nuovo emozionante scorcio e ogni area di sosta può diventare l’inizio di una sorprendente escursione.
Athabasca Glacier

Il ghiacciaio Athabasca è uno dei vari rami glaciali che scendono dal Columbia Icefield, ed è secondo me la tappa più imperdibile lungo la Icefields Parkway (almeno entro i confini del Jasper NP). Il ghiacciaio è già ben visibile sulla destra (per chi arriva da Jasper) percorrendo la Icefields Parkway, ma se volete vederlo un po’ più da vicino non dovete fare altro che imboccare una stradina in discesa che conduce all’area parcheggio che si trova ai suoi piedi. Le viste migliori del ghiacciaio si godono lungo la discesa più che dal parcheggio a valle, perché qui è presente una collinetta che lo nasconde parzialmente. Dal parcheggio poi parte un sentiero sterrato che porta proprio nei pressi della superficie ghiacciata, ma si tratta di un percorso dissestato e con tratti in forte pendenza, molto complicato da affrontare in carrozzina, a cui purtroppo ho dovuto rinunciare.
Lungo la discesa vi capiterà di vedere ogni tanto a bordo strada degli indicatori che riportano un numero che corrisponde a un anno. Segnalano la linea di inizio del ghiacciaio in quell’anno, dando la misura immediata di quanto si sia ritirato nel tempo e fornendo (se mai ce ne fosse bisogno) una prova tangibile del surriscaldamento globale ormai in corso.
A breve distanza dal ghiacciaio si trova il Columbia Icefield Discovery Centre, un centro turistico che offre servizi, informazioni e attività legate al territorio. Da qui è inoltre possibile partecipare a esperienze organizzate nell’area glaciale e raggiungere altre attrazioni panoramiche.
Cline River

Giunti in prossimità di Saskatchewan River Crossing, anziché proseguire dritti svoltiamo a sinistra per Cline River, apprestandoci a uscire temporaneamente dal confine territoriale del parco. Il vero motivo per cui siamo finiti a Cline River non è stata la fame di esplorazione ma qualcosa di molto più prosaico, ovvero l’impossibilità di trovare un alloggio a prezzi accettabili all’interno dei parchi nazionali. Ma devo dire che la momentanea deviazione é stata altrettanto piacevole, in piena continuità con la bellezza naturale dei parchi nazionali, solo meno trafficata e più appartata. Le montagne qui appaiono meno aspre e le vallate un pò più dolci, regalandoci inoltre degli incontri indimenticabili con la fauna locale (di cui vi parlerò più avanti).
La destinazione per la notte è il David Thompson Resort, dove ho prenotato una camera al piano terra. A dispetto del nome questa struttura ha ben poco del resort, ma ha invece più l’aspetto di un autentico motel nordamericano con qualche piccolo servizio annesso. È il classico posto dove i viaggiatori di passaggio si fermano solo per una notte, e trascorrono le lunghe sere a tracannare qualche birra ai tavolini traballanti davanti allo spaccio. Il tutto con un certo fascino vintage che compensa quel diffuso senso di trasandatezza e kitsch che si avverte esplorando il posto. C’è persino un distributore di benzina che sembra uscito direttamente da una cartolina degli anni 50.
Arrivando a Cline River è possibile anche apprezzare la bellezza dell’Abraham Lake, uno dei luoghi più spettacolari della zona, famoso soprattutto in inverno per le sue caratteristiche bolle di metano intrappolate nel ghiaccio.
Bow Lake

Pronti via! È una matura e luminosa mattina quella in cui ci rimettiamo in moto e, salutata Cline Water, raggiungiamo nuovamente la Icefield Parkways in direzione Banff. I punti di sosta ci regalano scorci da cartolina sulla verde vallata sottostante, dove il fiume Saskatchewan si dispiega disegnando isolette alberate, e sulle montagne dalle cime imbiancate. Riprende anche la sequenza degli splendidi laghi montani e decidiamo di fare tappa al Bow Lake.
Le sue acque dalle tonalità turchesi, incorniciate da montagne imponenti e alimentate dal ghiaccio Bow, compongono uno scenario di immacolata bellezza. Come per altri laghi glaciali delle Rockies, la particolare colorazione dell’acqua è dovuta all’erosione del ghiaccio sulla montagna, formando una sorta di farina glaciale costituita da minuscole particelle di roccia. Queste rimangono sospese nell’acqua, riflettendo la luce e creando le caratteristiche sfumature azzurre e turchesi. Il colore, tuttavia, cambia sensibilmente a seconda della luce, delle condizioni atmosferiche e della stagione.
♿️ Tramite una strada secondaria è possibile arrivare si pressi del lago, dove è presente un parcheggio in cui sono anche disponibili degli stalli riservati ai possessori di pass disabili. Da qui partono dei sentieri sterrati che si snodano intorno alle rive del lago. Questi sentieri sono in parte accessibili anche in sedia a ruote, in quanto con fondo compatto e in piano (o lieve pendenza), ma la percorribilità può cambiare radicalmente in caso di avverse condizioni meteorologiche.
Banff

Mentre Jasper, all’altro capo della Icefields Parkway, ha più o meno l’aspetto di una classica cittadina nordamericana, Banff è un po’ la Cortina d’Ampezzo delle montagne rocciose, per la straordinaria bellezza della cornice naturalistica che la circonda, per l’aspetto ordinato ed elegante, e per la spiccata vocazione turistica. La cittadina si trova a circa 1.400 metri di altitudine, all’interno di una valle circondata dalle montagne e attraversata dal Bow River.
Il Banff National Park è il più antico parco nazionale del Canada, istituito nel 1885.
Abbiamo trovato un centro cittadino molto affollato e vivace, sia nei mercatini di artigianato nel parco di fronte al fiume, sia lungo la Banff Avenue, la strada principale della città. La Banff Avenue, con la sua sequenza interminabile, di negozi di ogni tipo, ristoranti, e locali è il posto ideale per acquistare qualche souvenir e magari per fermarsi a mangiare qualcosa. Il Bow River si trova poco distante, e dal ponte che lo attraversa si gode un magnifico panorama con le montagne sullo sfondo.
Intorno a Banff c’è poi una moltitudine di interessanti attrazioni naturali, se volete approfondire riporto di seguito il link alla pagina web dove potete trovare maggiori info.
Louise Lake

L’ultimo lago che visitiamo nelle Rockies rappresenta l’apoteosi della bellezza di tutti gli altri fin qui incontrati. Ogni elemento naturale che contribuisce alla composizione dello scenario è qui presente al massimo splendore, regalando alla vista uno spettacolo unico e indimenticabile.
Al termine del breve tragitto che dal parcheggio conduce alle sponde orientali del lago, si apre alla vista un vero e proprio anfiteatro naturale nel quale il Lake Louise sembra occupare perfettamente il centro della scena. La caratteristica che mi colpisce immediatamente è il colore dell’acqua, che, a causa della giornata coperta, assume una indefinibile tonalità turchese sfumata. Lo scenario è completato dalle montagne che circondano lo specchio d’acqua, tra cui Mount Victoria e Mount Lefroy, mentre il ghiacciaio Victoria domina la testata della valle. È davvero un luogo dalla bellezza struggente e, nonostante la folla di turisti, avrete voglia di scattare un’infinità di foto nel tentativo di portarvi via un pezzetto di tanto splendore.
Da qui è possibile fare una passeggiata immersi in questo paesaggio da sogno percorrendo il Lakeshore Trail, che costeggia la riva destra del lago. Affacciato sul lago con la sua imponente mole si trova il Fairmont Château, un famoso albergo storico, comunque un pò troppo invasivo per i miei gusti.
Lake Louise si trova a una cinquantina di km da Banff, e si raggiunge percorrendo la Trans-Canada Highway 1, prendendo l’uscita omonima e seguendo poi le indicazioni per il lago. Si arriva così ad un’area parcheggio dove gli addetti vi indirizzeranno verso gli spazi disponibili. ♿️Esiste una zona riservata per le auto al servizio di persone con disabilità a cui si può accedere esibendo il contrassegno. Il parcheggio per visitatori disabili ha un costo ridotto pari a 8 dollari per tutto il giorno (equivalenti a circa 5 €), mentre il prezzo pieno è di 42 dollari (circa 25 €). Attenzione però, perché i parcheggi accessibili sono in numero limitato e, specie in alta stagione, possono esaurirsi. La soluzione alternativa è fare affidamento sul servizio di Parks Canada Shuttle, che parte dal Lake Louise Park and Ride, e dispone anche di mezzi accessibili per utenti in carrozzina.
Il breve sentiero che porta al lago ha un fondo compatto e con pendenze leggere, abbastanza semplice da percorrere. Anche il Lakeshore Trail non presenta problemi ed è in gran parte percorribile su ruote.

Canmore

Canmore si trova oltre i confini del Banff NP, e tuttavia solo a pochi km da Banff. Ecco perché può rappresentare una valida alternativa dove trovare alloggio, magari a prezzi un pò più abbordabili (ma neanche tanto per quanto visto…). Ma Canmore non è solo la “città di riserva” di Banff, bensì una piacevole cittadina con una sua identità storica e in forte sviluppo, inserita anche in questo caso in un bellissimo contesto naturalistico. Il suo centro, che si sviluppa intorno alla Main Street, mantiene traccia in alcuni edifici della sua storia legata all’attività mineraria e allo sviluppo della ferrovia. Anche qui i turisti non mancano, ma l’atmosfera è più rilassata e meno glamour rispetto a Banff. Passeggiando per le vie del centro poi salta all’occhio la vocazione artistica di Canmore, con le tante gallerie d’arte e sale espositive.
Incontri con la Fauna

Se questa regione è così affollata di visitatori non è solo per le bellezze paesaggistiche, ma anche per la ricchezza della fauna e per le buone possibilità di osservarla da vicino. E in effetti l’esplorazione delle Montagne Rocciose Canadesi ci ha anche regalato dei memorabili incontri con la fauna locale. So cosa vi state chiedendo, e non vi terrò sulle spine: ebbene, ho visto un orso! Sulla strada verso Cline River, il tramonto ci ha regalato questo incontro straordinario.
Proprio a bordo strada, quindi a pochi metri da noi e ben visibile, ecco un cucciolo di orso nero che scorrazzava libero sul prato alla ricerca di cibo. È rimasto a farsi riprendere per diversi minuti prima di tornare nella foresta. Che incredibile fortuna! Mi sono domandato cosa fosse quel vistoso collare ben visibile nelle foto, ho così scoperto che alcuni giovani orsi vengono momentaneamente catturati dai biologi per studiarne comportamenti e spostamenti. Dopo aver applicato un collare GPS, gli animali vengono rilasciati esattamente dove sono stati catturati e continuano a vivere completamente liberi. I collari usati possono sembrare un po’ ingombranti, ma sono progettati per non ostacolare i movimenti, resistere all’acqua e alla neve, e sganciarsi automaticamente dopo alcuni anni oppure essere recuperati dai ricercatori.
Le Rockies ci hanno regalato anche altri piacevoli incontri, come quello con alcuni esemplari di wapiti, i maestosi cervi canadesi, oppure con un gruppo di pecore bighorn arrampicate sulle pareti rocciose. E ovviamente i castori nel Beaver Boardwalk di Hinton, di cui ho già parlato ⏫️, le anatre, le piccole marmotte e tantissimi scoiattoli. Insomma difficilmente tornerete insoddisfatti dal vostro Safari fotografico canadese.
Parte TERZA: RITORNO
Golden

Con ancora negli occhi i riflessi turchese del Lake Louise è arrivato il momento di iniziare il percorso che ci porterà a salutare le Montagne Rocciose per tornare lentamente verso il mare, verso Vancouver. Imbocchiamo quindi la Trans-Canada Highway 1 in direzione Golden, dove ho prenotato una camera per la notte. La strada è davvero spettacolare e non fa rimpiangere gli scenari che ci stiamo lasciando alle spalle, e in effetti per un ampio tratto attraversa un altro spettacolare parco nazionale, lo Yoho NP. Il parco è attraversato dal Kicking Horse River, lungo il quale si trovano alcune delle principali attrazioni, come l’Emerald Lake, che deve il proprio nome alle incantevoli tonalità verde-azzurre dell’acqua, e lo spettacolare Natural Bridge, dove il fiume ha scavato nel corso dei millenni la roccia fino a creare una un enorme ponte di pietra.
La cittadina di Golden, pur essendo circondata anch’essa da imponenti montagne, non possiede la fama internazionale e la vocazione turistica di Banff, ma forse è proprio questo a renderla interessante. È insomma una genuina città di montagna canadese, con un’atmosfera rilassata e un centro raccolto, ma con una posizione davvero straordinaria, che permette di raggiungere entro circa due ore di automobile ben sei parchi nazionali, tra cui Yoho, Glacier, Banff, Jasper, Kootenay e Mount Revelstoke.
Il centro cittadino si sviluppa intorno al fiume Kicking Horse, lungo le cui sponde è stato realizzato il percorso del River Walk, uno spazio suggestivo dove passeggiare e osservare il paesaggio. Qui si trova anche uno degli elementi più caratteristici di Golden, il Kicking Horse Pedestrian Bridge, un ponte pedonale in legno che attraversa il fiume e collega le due parti della città. Sia la passeggiata che il ponte sono accessibili anche in sedia a ruote♿️.
In un locale nei pressi del fiume ho assaggiato anche un tipico piatto canadese di cui avevo sentito parlare. La poutine é un piatto tradizionale del Quebec, ma molto diffuso anche nel British Columbia. Si tratta di un piatto semplice ma molto gustoso, che nella sua versione tipica è composto da patatine fritte, pezzetti di formaggio fresco semi fusi e salsa gravy.
Glacier National Park


Lasciandosi Golden alle spalle e proseguendo lungo la Trans-Canada Highway 1 si attraversa il Glacier National Park, un altro affascinante parco dominato da montagne imponenti, profonde vallate, ghiacciai, e foreste pluviali temperate.
Il Glacier National Park deve il suo nome agli oltre 400 ghiacciai presenti nel suo territorio
Abbiamo effettuato due soste in questo parco, entrambe molto belle e interessanti, anche per quanto concerne l’accessibilità ♿️.
L’Hemlock Grove Boardwalk è una passerella in legno di 350 metri che si inoltra all’interno di una lussureggiante foresta dove crescono enormi cedri e abeti ricoperti di muschio. È un percorso accessibile anche in carrozzina♿️, grazie alla pavimentazione compatta e alle pendenze moderate, e permette di immergersi completamente nell’ambiente e respirarne il fresco profumo. Il punto di inizio del percorso si trova nell’area di sosta, dove sono anche presenti dei tavoli per picnic e parcheggi riservati ai titolari di pass disabili. È un’esperienza che vi consiglio di non perdere se passate da queste parti.
La seconda sosta ci ha condotto nella Beaver Valley, una zona intorno al fiume Columbia, poco frequentata dai turisti ma molto suggestiva. La cosa che mi è piaciuta di più è sicuramente il ponte sul fiume, in grado di offrire magnifiche panoramiche della vallata, soprattutto perché in pratica è privo di sponde.
Three Valley Gap

Un’altra sosta consigliatissima lungo la Trans-Canada Highway 1 tra Revelstoke e Vernon è la Three Valley Gap, che racchiude in un unico punto diverse attrazioni veramente interessanti.
La principale attrazione è la Three Valley Gap Ghost Town, un piccolo villaggio del vecchio West canadese. Case di legno, insegne d’epoca, una chiesa, un saloon, l’ufficio dello sceriffo e una vecchia prigione fanno pensare immediatamente a una città uscita da un film western. Oggi la Ghost Town raccoglie oltre trenta edifici e ambientazioni che ricreano una comunità della British Columbia di fine Ottocento e inizio Novecento. Non è soltanto la scenografia a rendere interessante la visita. All’interno degli edifici sono presenti oggetti, arredi e strumenti che permettono di immaginare come si svolgesse realmente la vita in una piccola comunità del West canadese.
Nonostante il nome (“ghost town”, ossia “città fantasma”), non si tratta veramente di un’antica città abbandonata ma di un villaggio storico ricostruito negli anni ‘60, nato dalla passione di Gordon e Ethel Bell per la storia del Canada occidentale
Un elemento che aggiunge fascino a questo sito proviene dal legame storico di queste regioni con la corsa all’oro. Infatti, a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, la scoperta di giacimenti nell’interno della British Columbia attirò cercatori e avventurieri, portando rapidamente alla nascita e allo sviluppo di nuove comunità. La Ghost Town ricorda proprio questo periodo, mostrando non soltanto il mito dell’oro, ma soprattutto il mondo che nacque attorno a esso: negozi, officine, attività commerciali e servizi indispensabili alla vita dei pionieri.

Questa città-museo racchiude poi altre sorprese interessanti. La prima è il piccolo museo delle automobili d’epoca, dove sono esposte auto costruite nei primi anni Venti del Novecento.Tra le vetture della collezione c’è anche una Ford Model T del 1912, uno dei modelli che contribuirono a trasformare radicalmente la mobilità nordamericana.
La seconda sorpresa è la Railway Roundhouse, un edificio che conserva una testimonianza straordinaria dell’epopea della ferrovia, che ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo del Canada occidentale. La struttura ospita locomotive e materiale ferroviario storico ed è caratterizzata da una grande piattaforma girevole, utilizzata per orientare le locomotive verso i diversi stalli della rimessa.
♿️La Ghost Town è in gran parte accessibile anche per chi viaggia in carrozzina. La visita al villaggio avviene prevalentemente all’aperto e il terreno si trova in piano e presenta superfici compatte e regolari. Ci sono però anche alcune aree con fondo sterrato, che possono creare qualche difficoltà per chi si sposta in carrozzina manuale. Gli edifici storici non sono tutti accessibili, in quanto a volte sono presenti gradini o strettoie. Per entrare nel villaggio infine è necessario affrontare una discesa un po’ ripida, che richiederà una certa attenzione.
Adiacente alla Ghost Town si trova il Three Valley Lake Chateau, una storica struttura alberghiera costruita sulle rive del lago. La struttura si trova in una posizione davvero spettacolare proprio all’imboccatura del lago. Le aree intorno all’albergo sono facilmente visitabili anche su ruote♿️, e offrono splendide viste del lago e delle montagne circostanti.
Vernon Silver Star

Man mano che ci avviciniamo a Vernon il paesaggio cambia radicalmente, le imponenti montagne hanno dapprima lasciato posto a più lievi pendii, e ora a una fertile pianura coltivata con piantagioni e frutteti. Ma le montagne dopotutto sembra non ci vogliano proprio abbandonare, infatti l’alloggio che ho prenotato per la notte, con mia sorpresa si trova a Silver Star, una località montana a 20 km dal centro di Vernon.
Scopro così che Silver Star è una rinomata stazione sciistica della regione, nonché un animato centro per gli sport all’aria aperta nella bella stagione. La prima cosa che colpisce arrivando a Silver Star è il suo villaggio pedonale, caratterizzato da edifici dai colori vivaci. Il centro è raccolto e si visita con una breve passeggiata, anche su ruote. Qui si trovano ristoranti, caffè, negozi, strutture ricettive e servizi per i visitatori.
Superato il piccolo centro abitato, la passeggiata prosegue lungo i percorsi intorno alla montagna, da cui si possono ammirare splendidi panorami sull’Okanagan Valley e sulle cime circostanti. Notiamo la presenza di tantissimi bikers che vanno su e giù per i sentieri; qui si trova infatti anche il SilverStar Bike Park, una vasta rete di percorsi per mountain bike.
Bridal Falls

Lungo il percorso di avvicinamento verso Vancouver c’è ancora il tempo per qualche sosta interessante. Come ad esempio Bridal Falls, una località famosa per la sua rigogliosa foresta e le pittoresche cascate. Un luogo incantato, tra giganteschi cedri rossi, abeti di Douglas e felci primordiali. Sotto gli alberi lo scrosciare dell’acqua è un sottofondo incessante, mentre il profumo del bosco e l’umidità dell’aria rendono l’esperienza ancora più immersiva. Al termine di un sentiero si trova l’omonima cascata, che precipita per circa 60 metri lungo una parete di roccia ricoperta di muschio, creando un velo d’acqua che ricorda quello di una sposa (“bride”), da cui deriva il suo nome.
♿️ L’accessibilità della foresta e del sentiero che porta alla cascata presentano alcune criticità. Il percorso è relativamente breve (circa 400 metri), tuttavia è in costante salita e il fondo è composto da terra battuta, ghiaia e radici affioranti. Per chi utilizza una carrozzina può risultare piuttosto impegnativo, per non dire proibitivo. Tuttavia, vale comunque la pena addentrarsi nella foresta percorrendo anche solo una piccola parte del sentiero.
Vancouver

Laddove era iniziato, 12 giorni prima, si conclude il mio on the road in Canada, un fantastico viaggio in auto attraverso i grandiosi scenari naturali della British Columbia e dei parchi nazionali dell’Alberta.
Ma il viaggio in realtà non finisce qui! L’appuntamento è al porto di Vancouver, e precisamente al Canada Place dove dobbiamo incontrare Jason, per la restituzione dell’auto noleggiata. Da qui in poi infatti non ci servirà più. Canada Place è anche il terminal crociere dove la nostra nave, l’Emerald Princess, ci attende per una nuova avventura. Ma questa è un’altra storia…
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