“Quanto sei bella Roma quando è sera”. Così canta il romanissimo Antonello Venditti in uno dei suoi pezzi più famosi. E non a caso. All’avvicinarsi del tramonto la Città Eterna indossa il suo abito più bello, mentre il cielo si infiamma e sulle piazze del centro cala un velo di seducente malinconia.
In cosa consiste la bellezza di Roma? Nelle vestigia degli antichi imperi, nei maestosi monumenti, i favolosi musei, le innumerevoli chiese, nei vicoli del centro storico, nei suoi contrasti, nella confusione, nel buon cibo e persino nei fastidiosi sampietrini. In tutto questo e molto altro.
Dopo tanti anni, nell’agosto 2024, sono tornato a Roma, e ho potuto riscoprire la sua “grande bellezza” con uno sguardo nuovo e più maturo. I 4 giorni trascorsi in città non sono certo abbastanza per esplorare le tantissime attrazioni che offre, ma sufficienti per subirne il fascino unico e per alimentare la voglia di tornare presto.
In merito all’accessibilità ♿️, per quanto ho potuto sperimentare, Roma presenta luci ed ombre, con tanti aspetti migliorabili e comprensibili attenuanti dovute all’oggettiva difficoltà di eliminare le barriere architettoniche in un centro storico antico.
Tuttavia non ho dubbi nell’affermare che vale assolutamente la pena visitare questa meravigliosa città. Il mio consiglio quindi è di pianificare al meglio il viaggio e gli spostamenti in base alle proprie specifiche necessità per ovviare ai problemi che vi descriverò nel seguito.
Una mini guida
Sulla base dei miei 4 giorni in esplorazione ecco dunque la mia mini guida di viaggio per visitatori su ruote, con tante informazioni sull’accessibilità, ma non solo. Come vedrete è suddivisa in due parti: nella prima riporto le mie impressioni generali sull’accessibilità, mentre nella seconda vi parlerò di alcune imperdibili attrazioni.
Impressioni Generali sull’Accessibilità
- Esplorare le Vie del Centro Storico
- Usare i Mezzi di Trasporto
- Visitare le Attrazioni Turistiche
- Mangiare
- Pernottare
10 Cose Imperdibili (e Accessibili) a Roma
- Il Colosseo
- Via dei Fori Imperiali
- L’Altare della Patria
- Basilica di San Pietro
- Musei Vaticani
- Il Pantheon
- La Fontana di Trevi
- Piazza di Spagna, Campo de’ Fiori, Piazza Navona
- Museo dell’Ara Pacis
- Basilica dei Santi Cosma e Damiano
IMPRESSIONI GENERALI SULL’ACCESSIBILITà
ESPLORARE LE VIE DEL CENTRO STORICO
Roma presenta varie difficoltà per visitatori che vogliano girare il centro storico su ruote. Tali difficoltà sono riconducibili a parer mio principalmente a due fattori. Il primo fattore è dato dalla prevalente presenza delle pavimentazioni storiche, e dal loro stato di manutenzione non sempre adeguato. Quella più tipica nel centro storico è costituita dai famigerati sanpietrini (tipici cubetti di pietra accostati) sempre difficoltosi da percorrere in carrozzina, anche quando ben tenuti, ma particolarmente ardui quando si trovano smossi e dissestati. Le difficoltà legate alla percorribilità vanno tenute in debito conto soprattutto per chi avesse problemi alla colonna vertebrale, perché non mancheranno le vibrazioni.
Il secondo fattore è costituito dal fatto che Roma non sia pianeggiante. Il nucleo storico della città è infatti notoriamente fondato su una zona collinare, per cui ci si trova spesso ad affrontare percorsi con vari gradi di pendenza. Inutile dire che quando questi due fattori si presentano contemporaneamente il livello di difficoltà aumenta.
Aggiungo ancora che i marciapiedi hanno molta variabilità nella larghezza, così capita di percorrere un tratto ampio che poi si restringe rendendo difficoltoso il passaggio (tenete anche presente che è sempre pieno di turisti), e ogni tanto mancano gli scivoli in corrispondenza degli incroci. Bisogna mettere in conto che in alcuni tratti potrebbe essere necessario passare con la carrozzina sulla carreggiata stradale per bypassare il problema, facendo sempre molta attenzione al traffico. Per fortuna ci sono anche estese aree pedonali dove il traffico veicolare è molto limitato o praticamente nullo.
Il mio consiglio è di munirsi di un mezzo elettrico con buone prestazioni… e una discreta dose di pazienza. Se intendete usare una carrozzina manuale, servono braccia forti a sostegno.
USARE I MEZZI DI TRASPORTO
Anche per quanto riguarda l’accessibilità dei mezzi di trasporto ho notato varie carenze, sicuramente accentuate dal fatto di aver visitato la città sotto Ferragosto e dai tanti cantieri presenti in città in vista del Giubileo del 2025.

Arrivare in treno
Per spostarmi tra l’aeroporto internazionale di Fiumicino e la stazione di Roma Termini, situata nel centro della città, ho preso il treno Leonardo Express, che fornisce un collegamento diretto in circa mezz’ora con partenze ogni 15 minuti (nelle ore di punta). Per utilizzare il servizio ho in precedenza effettuato richiesta di assistenza presso la Sala Blu utilizzando la pagina internet oppure scaricando l’APP dedicata. In questo modo si prende appuntamento col personale addetto in un punto prestabilito della stazione e si viene condotti al binario di arrivo del treno. Grazie ad un mezzo dotato di piattaforma elevatrice è possibile superare gli eventuali gradini tra banchina e vagone e raggiungere le zone riservate all’interno. Esibendo un documento (va bene la Disability Card) la persona con disabilità e l’eventuale accompagnatore pagano un biglietto ridotto (A/R 28 € anziché 56 €).


Per quanto visto il sistema funziona bene, state solo attenti a eventuali scioperi programmati, per quanto il servizio sia comunque garantito anche in questo caso mediante autobus sostitutivi.
Taxi
Ho utilizzato in più di un’occasione il servizio Radiotaxi 3570, che dovrebbe essere quello con la flotta più ampia. Appena arrivato in stazione Termini li ho contattati telefonicamente richiedendo una vettura adeguata per il trasporto di una persona in carrozzina, e dopo un’attesa piuttosto lunga, mi è stata data conferma e il mezzo è arrivato in pochi minuti. Da notare che a quanto pare il servizio non è prenotabile in anticipo. Nei giorni successivi solo in altre due occasioni ho provato ad utilizzare ancora il servizio, ma in entrambi i casi con poca fortuna. Nel primo caso, dopo mezz’ora di attesa, col rischio che mi si scaricasse il cellulare, ho riattaccato. Nel secondo caso mi hanno riferito che in quel giorno il servizio non era disponibile. In tutt’e due i casi mi sono quindi dovuto arrangiare diversamente. Se devo giudicare da queste esperienze, ne ricavo un’impressione di poca affidabilità, per cui meglio premunirsi tenendo sempre presenti soluzioni di trasporto alternative.
Autobus
I bus di Roma sono in maggioranza accessibili (80% secondo dati ATAC) in quanto dotati di una pedana a ribalta in corrispondenza della porta centrale e di uno spazio attrezzato all’interno. Le fermate sono in maggioranza accessibili ma non sempre, infatti in alcuni casi la banchina è assente o inadeguata, non fornendo un appoggio valido alla pedana. Purtroppo non mi è riuscito di trovare in rete una mappa con l’indicazione precisa delle fermate accessibili, nel sito ATAC si trovano comunque altre utili informazioni.
Metropolitana
La metro di Roma è in parte accessibile, in quanto molte stazioni sono dotate di ascensori e a volte di montascale, ma anche in questo caso bisogna fare molta attenzione in quanto spesso sono in corso lavori di manutenzione che ne inficiano il funzionamento. Durante i miei giorni a Roma ho utilizzato la metro solo una volta. Ho raggiunto la parte sotterranea in ascensore e poi un addetto ha attivato un montascale per permettermi di raggiungere le banchine dei treni. Il passaggio dalla banchina al treno, pur non presentando gradino, prevedeva un vuoto di 7-9 cm, abbastanza per fare molta attenzione nel passaggio. Per quanto appena raccontato, in generale io non amo prendere la metro nelle città, a meno che non si tratti di linee di ultima generazione dove i problemi di accessibilità sono praticamente azzerati (penso che siano ancora poche in Italia…).
VISITARE LE ATTRAZIONI TURISTICHE
Le principali attrazioni della città hanno un buon grado di accessibilità, nonostante si tratti generalmente di edifici antichi o comunque non certo di recente realizzazione. Ho potuto visitare il Colosseo, il Vittoriano (o Altare della Patria), la Basilica di San Pietro, i Musei Vaticani, il Pantheon, il Museo dell’Ara Pacis, e altri monumenti senza particolari difficoltà. Ho sempre trovato a disposizione rampe, scivoli, ascensori o percorsi alternativi per superare le barriere architettoniche presenti. Unica eccezione che ricordi è stata l’impossibilità di visitare l’interno del grande altare marmoreo contenuto nel museo Ara Pacis, a causa di una soglia un po’ alta (5-6 cm). Infine, in tutti i musei e monumenti statali visitati sono sempre entrato con biglietti gratuiti per me e per la persona che era con me, e saltando le lunghe file d’ingresso (il che fa risparmiare un sacco di tempo!).
MANGIARE
L’ho sicuramente già scritto in passato e lo ribadisco anche qui: in Italia siamo davvero fortunati! Basta spostarsi da una regione all’altra, a volte anche semplicemente da una città all’altra per scoprire piatti tradizionali sempre diversi sontuosamente accompagnati dai profumati vini locali. La cucina romana non fa eccezione alla regola, offrendo una scelta di gustosi piatti dal sapore verace e vigoroso, ecco qualche esempio:
- saltimbocca alla romana: fettine sottili di vitello, guarnite con una fetta di prosciutto crudo e una foglia di salvia, cotti in padella con burro e vino bianco.
- coda alla vaccinara: stufato a base di coda di bue cotta lentamente con pomodoro, sedano, carote, cipolla e vino bianco;
- spaghetti alla carbonara: pasta condita con crema di uova, pecorino romano, guanciale e pepe nero;
- bucatini all’amatriciana: pasta condita con sugo a base di pomodoro, guanciale e pecorino romano;
- abbacchio allo scottadito: costolette di agnello grigliate e servite ben calde;
- carciofi alla Giudia: carciofi fritti interi fino a diventare croccanti e dorati.


Nel centro storico la maggior parte delle trattorie e ristoranti è scarsamente accessibile ♿️, in quanto molto spesso è presente un gradino all’ingresso. Fortunatamente molti ristoranti e pizzerie dispongono anche di ampi spazi esterni (in splendide location) dove è più semplice trovare posto.
PERNOTTARE
Durante la mia permanenza a Roma ho alloggiato presso l’hotel Lancelot, situato nei pressi del Colosseo, dove mi sono trovato abbastanza bene in termini di accessibilità ♿️, nonostante qualche pecca. Vi rimando all’articolo dedicato per maggiori dettagli.
10 COSE IMPERDIBILI (E ACCESSIBILI) DA FARE A ROMA
1) IL COLOSSEO
Come prima tra le attrazioni imperdibili di Roma metto il Colosseo, il simbolo più iconico della Città Eterna con la sua mole imponente e i quasi duemila anni di storia che sembrano scrutarti dalle alte arcate.

L’anfiteatro flavio venne costruito tra il 70 e l’80 d.C. per opera dei tre imperatori della Dinastia Flavia, Vespasiano e i figli Tito e Domiziano, per ospitare i “giochi” romani. Il Colosseo è tutt’oggi il più grande anfiteatro al mondo, in grado di ospitare circa 50.000 spettatori. Si tratta di un’opera di ingegneria straordinaria per l’epoca in cui è stata realizzata (lo sarebbe anche ad oggi) e testimonia una volta di più le grandi capacità raggiunte dagli antichi romani nelle tecniche costruttive e nell’architettura. Ha una pianta ellittica, con asse maggiore di 188 metri ed un’altezza di circa 48 metri (come un palazzo di 15 piani!), suddivisa in quattro livelli: i primi tre sono scanditi lungo la facciata esterna da grandi arcate sorrette da pilastri, mentre il quarto livello presenta delle finestre quadrate e fori per sostenere i pali che reggevano il velarium (una grande tenda che copriva l’arena).
Tra Medioevo e Rinascimento grandi quantità di blocchi di travertino e tufo vennero prelevati dal Colosseo per realizzare i nuovi edifici di Roma, tra cui anche la Basilica di San Pietro.


La Visita
L’ingresso al Colosseo si trova sul lato a ovest, dove vengono controllati i biglietti ed effettuati i controlli di rito. La visita procede poi seguendo delle tappe sostanzialmente obbligate, indicate dal personale sparso lungo il percorso e dai cartelli.

La visita inizia dunque dal primo livello, che corrisponde al piano terra e dove si trova anche l’arena. Si procede per un tratto sotto le enormi arcate, percorrendo gli stessi percorsi da cui un tempo il popolo romano affluiva al Colosseo. È possibile anche affacciarsi in direzione dell’arena, dove avvenivano i combattimenti tra gladiatori e gli altri spettacoli.
Con un biglietto speciale è possibile visitare l’arena, che è stata oggi in parte ricostruita, e il sottostante ipogeo. Quest’ultimo è un reticolo labirintico di corridoi e camere che servivano al passaggio dei gladiatori, degli animali e dei macchinari necessari agli spettacoli. Questi venivano poi portati sulla superficie dell’arena attraverso veri e propri ascensori azionati con botole e carrucole. Colosseo accessibilità
L’esplorazione del piano terra converge poi verso la scalinata e l’ascensore che conducono al secondo livello. Da qui si accede a diverse gallerie e camminamenti che offrono visuali suggestive sia verso l’interno dell’anfiteatro che le aree esterne. Guardando verso l’interno, in particolare, si ha una vista d’insieme dell’arena (la parte ricostruita), del sottostante piano interrato, e delle gradinate.
Nelle gallerie del secondo livello si trova anche un’esposizione sulla storia dell’anfiteatro, la vita quotidiana nell’antica Roma e i vari tipi di spettacoli che si tenevano al suo interno. Sono inoltre esposti reperti archeologici, modelli e ricostruzioni che aiutano a comprendere meglio il contesto storico e culturale del monumento.
Accessibilità ♿️
Il Colosseo è abbastanza accessibile anche per visitatori con disabilità motoria, e specificamente in carrozzina, con qualche dettaglio da evidenziare.
Per il biglietto standard, che consente l’ingresso al Colosseo, al Foro Romano e al Palatino nell’arco di 24 ore, non è necessaria la prenotazione, ma è sufficiente recarsi direttamente presso la biglietteria. Verranno rilasciati fino a due biglietti gratuiti, uno per la persona con disabilità e uno per un eventuale accompagnatore, mostrando, se richiesto, un documento attestante la disabilità (va benissimo la Disability Card).
Il percorso di visita non è particolarmente complesso, si svolge infatti per lo più in piano con alcune rampe nella parte finale. La pavimentazione è in genere abbastanza buona tranne brevi tratti. Per passare dal primo al secondo livello è disponibile un ascensore interno.
Se volete informazioni più dettagliate sul Colosseo e sull’accessibilità vi invito a leggere il mio articolo “extended version” dedicato a quest’opera straordinaria al seguente LINK.
Pagina web ufficiale: https://colosseo.it/
2) VIA DEI FORI IMPERIALI
La monumentale Via dei Fori Imperiali collega due luoghi iconici di Roma, ovvero il Colosseo e Piazza Venezia. Da ogni punto della strada è in effetti possibile vedere i due grandi monumenti alle sue estremità: mentre il Colosseo si staglia sullo sfondo a est, all’altro capo si erge la mole dell’Altare della Patria. La strada attraversa l’area con le rovine degli antichi fori imperiali romani, ben visibili ai lati come in un grande museo a cielo aperto. In corrispondenza dei rispettivi fori si incontrano le statue dei loro artefici, gli imperatori Augusto, Nerva, Traiano, Vespasiano e Giulio Cesare.
Lungo la via si trovano poi non solo le vestigia di Roma antica, ma anche tante altre storiche attrazioni, come la Basilica dei Santi Cosma e Damiano, e la salita al Colle del Campidoglio, proprio alle spalle dell’Altare della Patria. La passeggiata è magnifica sia di giorno che di notte, ma dopo il tramonto nelle notti estive l’atmosfera è davvero magica.
♿️ Via dei Fori Imperiali è quasi completamente pedonalizzata per cui si percorre piacevolmente su ruote e l’unico traffico intenso è semmai quello dei turisti. Non ho potuto dedicare tanto tempo all’esplorazione dei fori per cui ho poche esperienze dirette da fornire sull’accessibilità. Per quanto visto però una buona parte delle aree storiche sembra attrezzata per essere visitata anche su ruote, grazie alla presenza di rampe, ascensori e percorsi prevalentemente in piano.
3) ALTARE DELLA PATRIA
Il monumento del Vittoriano, famoso anche col nome di Altare della Patria, si affaccia su Piazza Venezia con tutta la sua marmorea imponenza.


Venne costruito tra il 1885 e il 1935 per onorare Vittorio Emanuele II (da cui il nome “vittoriano”), primo re dell’Italia unita, e insieme celebrare l’unificazione del Paese, avvenuta nel 1861 a conclusione del Risorgimento. È quindi un’opera dalla grande valenza simbolica, che ospita anche la tomba del Milite Ignoto, a ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale.
La facciata è caratterizzata da una grande scalinata monumentale che conduce fino alla Terrazza Italia. Proprio al centro della scalinata si erge su un alto basamento la grande statua equestre di Vittorio Emanuele II, realizzata in bronzo e alta ben 12 metri. La grande terrazza è cinta alle sue spalle da un imponente colonnato di gusto classico.


Dalla terrazza si accede all’interno dell’edificio dove si trova il Museo del Risorgimento. Si tratta di un interessante museo che, attraverso l’esposizione di documenti e cimeli d’epoca, ripercorre le tappe del processo di unificazione dell’Italia nell’Ottocento.


Tramite un ascensore in vetro è anche possibile raggiungere la sommità del Vittoriano, dove è presente la terrazza panoramica. In pratica ci si ritrova sopra il grande colonnato ad un’altezza di circa 70 metri, con fantastiche vedute quasi a 360 gradi su Roma. La terrazza viene anche chiamata “delle Quadrighe“, per via delle due enormi statue bronzee di quadrighe situate ai lati.


Accessibilità ♿️
È possibile visitare l’Altare della patria anche in carrozzina. L’ingresso si trova lungo Via del Teatro di Marcello (lato destro guardando la facciata), ed è dotato di uno scivolo che scende verso una porta ad ante scorrevoli. Ci si trova a questo punto in un’ampia sala con biglietteria, dove un addetto provvederà a emettere due biglietti gratuiti per la persona con disabilità e per un accompagnatore. Il personale vi accompagnerà poi fino all’ascensore attraverso un suggestivo percorso che si snoda nei sotterranei dell’edificio. Questa zona, utilizzata come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale, dovrebbe a breve essere aperta al pubblico e ospitare nuove esposizioni. Con l’ascensore si raggiunge la Terrazza Italia, a cui si accede da un ingresso laterale dove è posizionata una rampa. La monumentale terrazza è completamente in piano ed è un luogo ideale dove trattenersi per scattare splendide foto panoramiche.
Rampa
Sul lato opposto a dove siamo entrati si trova un’altra porta (anche qui è posizionata una rampa) che ci reimmette all’interno dell’edificio. Qui è possibile visitare il Museo del Risorgimento (tutto in piano, con biglietti gratuiti), oppure procedere dritti fino a sbucare nuovamente su una terrazza esterna (lato Via dei Fori Imperiali). Anche in questo caso l’area esterna è in piano e facilmente fruibile in carrozzina; è presente anche un bar con tavolini disposti su una piattaforma rialzata accessibile mediante una rampa. Procedendo oltre il bar si raggiunge l’ascensore per la Terrazza Panoramica, proprio in cima al Vittoriano (verranno emessi due biglietti gratuiti). La terrazza, da cui si godono magnifiche vista della città di Roma, è accessibile anche in carrozzina, grazie a due scivoli che collegano il piano di sbarco dell’ascensore alla la terrazza stessa. Sono infine presenti nelle adiacenze degli ascensori dei servizi igienici fruibili da persone in carrozzina.
Pagina web ufficiale: https://vive.cultura.gov.it/it
4) BASILICA DI SAN PIETRO
E ora preparate il passaporto perché stiamo per lasciare i confini italiani! Scherzo naturalmente, ma neppure troppo. Rimaniamo in effetti nel centro di Roma ma cambiamo nazione, entrando nel mezzo chilometro quadrato della Città del Vaticano, lo Stato più piccolo al mondo.


Cuore pulsante del Vaticano è naturalmente, la Basilica di San Pietro, centro mondiale della cristianità e luogo dalla straordinaria potenza simbolica e fisica. Non servono visti particolari per l’ingresso in Vaticano, ma portate con voi un documento di identità, qualora venisse richiesto. Occhio invece a come vi vestite! Per visitare la basilica è richiesto un abbigliamento rispettoso e adeguato: spalle e ginocchia devono essere coperte, sia per uomini che per donne.
Storia in breve
La storia della basilica è indissolubilmente legata alla figura di San Pietro, apostolo di Cristo e primo Papa, che secondo la tradizione fu martirizzato e sepolto proprio in questo luogo nel 64 d.C., durante le persecuzioni contro i cristiani sotto l’imperatore Nerone. Sopra la sua tomba, nel IV secolo, l’imperatore Costantino fece erigere una grande basilica paleocristiana, che divenne un importante luogo di pellegrinaggio. Questa basilica, conosciuta come la “Basilica costantiniana“, rimase in uso per oltre un millennio, ma con il tempo subì un grave deterioramento. Basilica di San Pietro Accessibilità
Nel 1506, sotto il pontificato di Papa Giulio II, iniziò la costruzione dell’attuale basilica, in sostituzione di quella costantiniana, un progetto grandioso che coinvolse da lì in poi alcuni dei più grandi artisti e architetti del Rinascimento e del Barocco. Il primo progetto si deve a Donato Bramante, e prevedeva una pianta a croce greca con una grande cupola centrale. Alla sua morte, il progetto passò a Raffaello Sanzio, e dopo la sua prematura scomparsa ad Antonio da Sangallo il Giovane e infine a Michelangelo Buonarroti. Quest’ultimo diede un contributo fondamentale completando la progettazione della cupola, una delle più grandi opere ingegneristiche e artistiche mai realizzate. Alla morte di Michelangelo, i lavori di completamento vennero affidati a Giacomo della Porta, che li portò a ultimazione nel 1593.
La Piazza
Ben prima di raggiungere la Basilica, Via della Conciliazione sfocia nell’immensa Piazza San Pietro, lo spazio in cui si raccolgono i fedeli durante le celebrazioni religiose. La piazza è racchiusa entro il celebre colonnato di Gian Lorenzo Bernini, che ne definisce la forma ellittica. Il colonnato fu progettato tra il 1656 e il 1667, sotto il pontificato di Papa Alessandro VII, con l’obiettivo di creare uno spazio grandioso in grado di abbracciare, non solo metaforicamente, le folle di fedeli che vi si riunivano. Al centro della piazza si erge un maestoso obelisco egizio, alto 25,5 metri, trasportato a Roma dall’imperatore Caligola nel 37 d.C. Ai suoi lati si trovano due grandi fontane, una progettata da Carlo Maderno e l’altra dallo stesso Bernini.
L’interno
L’interno della basilica è contraddistinto da una grandiosità senza pari, e conserva innumerevoli tesori d’arte. Subito a destra dell’ingresso si può ammirare la celebre Pietà, che Michelangelo scolpì quando aveva solo 23 anni. Quella che vedete nelle foto tuttavia è una copia, in quanto nell’estate 2024 l’originale era soggetta a restauro. Al centro della Basilica, a protezione dell’Altare Papale, Gian Lorenzo Bernini ha realizzato tra il 1624 e il 1633 il monumentale Baldacchino in bronzo dorato, alto 29 metri. Al di sotto si trova l’Altare della Confessione, che custodisce le reliquie di San Pietro.
Lungo le pareti si trovano i monumenti sepolcrali di tanti Papi. Uno di questi, si tratta del sepolcro di Alessandro VII, attira particolarmente la mia attenzione per l’originale decorazione scultorea situata ai suoi piedi. Vi è raffigurato uno scheletro dorato, con nella mano destra una clessidra, che cerca di emergere da un pesante drappo: simboleggia l’inesorabile scorrere del tempo e il trionfo della morte, e venne realizzata dalla bottega del Bernini. E poi naturalmente c’è l’immensa cupola, progettata da Michelangelo e completata da Giacomo Della Porta, è una delle strutture più impressionanti. Dall’interno è possibile ammirare gli affreschi che la decorano, con scene che rappresentano la gloria celeste. È possibile ammirare la cupola anche da un punto di vista totalmente differente, come mi accingo a raccontarvi. Basilica di San Pietro Accessibilità
Accessibilità ♿️
Il percorso per accedere alla Basilica di San Pietro ha inizio dal lato destro della Piazza, dove è stata posizionata una rampa mobile che permette di superare il dislivello del colonnato. Segnalate la vostra esigenza e il personale in servizio provvederà ad aprire dei passaggi preferenziali che vi faranno saltare le file e risparmiare parecchio tempo. Seguendo il percorso accessibile indicato si arriva ad una galleria sul lato destro della basilica dove sono presenti guardaroba e servizi igienici accessibili. Da qui lo staff vi indicherà gli ascensori che portano a livello del porticato, e da qui si accede all’interno della basilica tramite una rampa posizionata in corrispondenza di uno dei grandi portali. L’interno della basilica è quasi completamente in piano e privo di barriere architettoniche.






Accessibilità interna
Dall’interno è anche possibile prendere un ascensore e accedere alla grande terrazza panoramica soprastante la copertura, da cui si ha un fantastico scorcio del “Cupolone” e delle altre cupole che sovrastano San Pietro. La terrazza è tutta in piano o leggera pendenza e dunque esplorabile anche in sedia a ruote. Inoltre anche quassù sono presenti i servizi igienici fruibili da persone con disabilità. Anche le Grotte Vaticane sono visitabili in carrozzina entrando dal cortile laterale esterno alla basilica. Sono presenti lungo il percorso diversi scivoli e rampe mobili talvolta con pendenza accentuata. Il tratto che porta all’i terno della basilica prevede dei gradini e dunque non fruibile.
Se volete approfondire la conoscenza della Basilica di San Pietro e la sua accessibilità vi invito a leggere il mio articolo “extended version” al seguente LINK.
Pagina web ufficiale: https://www.basilicasanpietro.va/it/
5) MUSEI VATICANI
Oltre alla Basilica di San Pietro, l’altra imperdibile attrazione dello Stato del Vaticano sono i suoi favolosi musei. La visita richiede parecchie ore perché c’è veramente tantissimo da vedere, per cui non commettete il mio stesso errore e raggiungete per tempo la destinazione. Avendo solo due ore a disposizione abbiamo deciso di dare priorità a due super attrazioni: la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello. Lungo il percorso per raggiungerle abbiamo anche potuto velocemente ammirare la Galleria delle Carte Geografiche e le sale del Museo Cristiano.
La Cappella Sistina
Tra le moltissime attrazioni custodite all’interno dei Musei Vaticani, la Cappella Sistina è in cima alla lista di ogni visitatore, me compreso. E infatti, dato il poco tempo a disposizione ci siamo precipitati a raggiungere la celebre sala, la più ambita tra le meraviglie dei musei per la straordinaria bellezza degli affreschi di Michelangelo che decorano la volta, con scene bibliche tratte dal Libro della Genesi, e la parete di fondo col Giudizio Universale.


Le pitture del soffitto, realizzate tra il 1508 e il 1512, sono distribuite in una serie di riquadri che realizzano uno stupefacente effetto prospettico. Proprio al centro si trova una delle raffigurazioni più iconiche della storia dell’arte, la Creazione di Adamo, in cui Dio dà vita ad Adamo toccandogli il dito proteso.
Il Giudizio Universale, realizzato tra il 1535 e il 1541, è invece un’unica impressionante raffigurazione della fine dei tempi. Al centro, la figura di Cristo domina la scena su uno sfondo di luce, circondato da santi e angeli. In basso si vedono le anime dei morti che vengono risvegliate per essere giudicate, alcune salgono verso il Paradiso, altre sono condannate all’Inferno.






La magnificenza delle opere di Michelangelo a volte fa dimenticare che alle decorazioni della Cappella Sistina hanno messo mano anche altri maestri del Rinascimento. I grandi pannelli sulle pareti laterali della cappella furono infatti realizzati da celebri pittori come Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino e Cosimo Rosselli. Questi affreschi, realizzati tra il 1481 e il 1482, illustrano episodi della vita di Mosè e di Gesù.
Le Stanze di Raffaello
Le Stanze di Raffaello rappresentano uno dei massimi capolavori dell’arte rinascimentale e costituiscono un’altra tappa fondamentale per chiunque visiti i Musei Vaticani. Questi ambienti erano le stanze private del Papa Giulio II nel Palazzo Apostolico, e fu proprio lui a commissionare quest’opera, che venne poi realizzata da Raffaello Sanzio e dalla sua bottega tra il 1508 e il 1524. Sebbene Raffaello non abbia completato da solo tutte le stanze a causa della sua morte prematura nel 1520, il suo stile e la sua visione artistica sono dominanti in tutte le sale.
Le stanze sono quattro: la Stanza della Segnatura, la Stanza di Eliodoro, la Stanza dell’Incendio di Borgo e la Sala di Costantino. Ognuna di esse ha un tema specifico legato a concetti filosofici, storici e teologici. Quella più celebre, e anche la mia preferita, è probabilmente la Stanza della Segnatura. Qui il tema generale è quello della celebrazione del sapere umano e della giustizia divina. Il famoso affresco La Scuola di Atene è il capolavoro centrale, una rappresentazione allegorica della filosofia, con Platone e Aristotele come figure centrali, circondati da altri grandi filosofi dell’antichità.


Una piccola curiosità per chi, come me, ha vissuto gli anni 80-90 da teenager. La copertina dell’album Use Your Illusion del celebre gruppo rock Guns n’ Roses riproduce un dettaglio tratto proprio dal dipinto La Scuola di Atene.
La Galleria delle Carte Geografiche
La Galleria delle Carte Geografiche è un altro dei tesori dei Musei Vaticani, un lungo corridoio di oltre 100 metri decorato con spettacolari affreschi cartografici che rappresentano le regioni d’Italia così come erano conosciute nel XVI secolo.
Commissionata da Papa Gregorio XIII nel 1580, l’opera fu realizzata dal cartografo Ignazio Danti, che dipinse 40 mappe dettagliate raffiguranti le province italiane e le principali isole. Oltre alla loro precisione geografica, le mappe includono rappresentazioni di città e vedute di eventi storici, rendendole un’opera d’arte e di documentazione storica allo stesso tempo.




La volta della galleria è decorata con affreschi che narrano episodi religiosi e storici legati ai territori rappresentati, completando in modo perfetto la composizione del corridoio.
Il Museo Cristiano
Il Museo Cristiano è una sezione dedicata all’arte e alla cultura cristiana delle prime epoche, con una collezione di opere che documentano la nascita e lo sviluppo della fede cristiana nell’Impero Romano. Fondato nel XIX secolo da Papa Gregorio XVI, il museo raccoglie importanti reperti provenienti dalle catacombe, come sarcofagi scolpiti con scene bibliche, epigrafi funerarie con simboli cristiani e affreschi che testimoniano la vita e la spiritualità delle prime comunità cristiane. Tra le opere più significative si trovano il Sarcofago di Stilicone, con raffigurazioni della vita di Cristo, e iscrizioni in greco e latino che rivelano la diffusione del cristianesimo nei primi secoli.




Accessibilità ♿️
I musei vaticani, per la parte che ho fatto in tempo a visitare, sono accessibili anche in carrozzina. Superato l’ingresso, che si trova sulla sinistra dello spiazzo davanti alle mura vaticane, si raggiunge la biglietteria dove vengono assegnati due biglietti gratuiti, uno per la persona con disabilità e uno per l’eventuale accompagnatore. Da qui si raggiungono gli ascensori che portano al quarto piano dove inizia la visita vera e propria. I numerosi addetti in servizio indicheranno i percorsi accessibili per raggiungere le varie attrazioni.






Per raggiungere l’ingresso della Cappella Sistina bisogna percorrere la lunga galleria fino alla fine del Museo Cristiano. Il personale addetto provvederà ad azionare un montascale che permette di superare una rampa e raggiungere uno stretto corridoio. Al termine del corridoio si trova l’entrata della Cappella. Non presenta difficoltà l’esplorazione delle Stanze di Raffaello.
6) IL PANTHEON
Tra le meraviglie architettoniche che Roma antica ha tramandato ai posteri, il Pantheon è forse quella che meglio si è conservata. L’edificio della “Rotonda“, come lo chiamano oggi confidenzialmente i romani, venne costruito originariamente nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa (vedere iscrizione sopra il colonnato frontale) e successivamente ricostruito dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C.




Nato come tempio pagano intitolato a tutti gli dei del mondo romano (il nome pantheon significa letteralmente “tutti gli dei“), nel VII secolo d.C., venne convertito in una chiesa cristiana dedicata a Santa Maria ad Martyres. Questo passaggio contribuì in modo fondamentale alla sua preservazione durante il Medioevo, quando molti altri edifici antichi inutilizzati vennero abbandonati o distrutti.
Siamo fortunati che questo originale edificio si sia conservato così bene fino ai giorni nostri, perché si tratta di un’opera ingegneristica unica e strabiliante! L’ampio portico con 16 colonne corinzie introduce ad un’unica grande cella delimitata entro uno spazio cilindrico sormontato da una grande cupola. La cupola, col suo diametro di oltre 43 metri, è tuttora la più grande al mondo realizzata in cemento non armato. Il materiale utilizzato è stato dosato in modo davvero sapiente: affinché gli strati sommitali fossero più leggeri sono state usate pomici vulcaniche leggerissime. La stessa misura di 43 metri si ottiene dal pavimento fino alla sommità, a significare che lo spazio interno è stato progettato per contenere un volume sferico.




L’Oculus
All’apice della cupola si trova l’oculus (in latino “occhio“), un’apertura circolare di 9 metri di diametro, unica fonte di luce naturale per l’ambiente interno. La luce diurna filtrata dall’oculus si trasforma in un fascio che seziona lo spazio interno seguendo la rotazione del sole, e conferisce all’atmosfera un’intensa sacralità. Dal momento che l’oculus non è protetto da alcuna schermatura, ci piove dentro; ma gli antichi romani avevano pensato anche a questo, prevedendo un’accentuata pendenza della pavimentazione nell’aria centrale e dei forellini che permettono un rapido smaltimento delle acque meteoriche.
Una curiosità. L’espressione in uso a Roma “quello che non hanno fatto i barbari hanno fatto i Barberini“, deriva dalla critica alla potente famiglia dei Barberini, accusata di aver depredato alcuni importanti monumenti antichi di Roma per i loro progetti architettonici. Neppure il Pantheon scampò a tale predazione, infatti le lastre di bronzo che ne rivestivano la parte frontale, vennero prelevate dal Papa Urbano VIII Barberini per realizzare il celebre baldacchino dell’altare della Basilica di San Pietro, opera del Bernini.
Il Pantheon è anche celebre per essere il luogo di sepoltura di alcuni grandi personaggi della storia d’Italia. Spicca tra tutte la tomba di Raffaello Sanzio, grande pittore e architetto rinascimentale che qui giace dal 1520. Sono poi presenti i sepolcri di alcuni padri della patria, tra cui Vittorio Emanuele II e Umberto I, rispettivamente primo e secondo re d’Italia.




Accessibilità ♿️
Il Pantheon è facilmente accessibile anche per visitatori in carrozzina. Una volta raggiunta la facciata uno degli addetti provvederà ad aprire il passaggio con rampa che permette di accedere al porticato. Non sarà necessario fare la fila (con un bel risparmio di tempo, soprattutto in alta stagione), e vengono consegnati due biglietti gratuiti uno per la persona con disabilità ed uno per l’accompagnatore (eventuale). Da qui in poi la visita si svolge completamente in piano senza barriere architettoniche.




7) FONTANA DI TREVI
Si può lasciare Roma senza una visita alla Fontana di Trevi? Assolutamente no, se non volete correre il rischio di non tornare più in questa magnifica città! Dunque, per propiziare il vostro ritorno nella Città Eterna, completate meglio che potete il rito del lancio della moneta: posizionatevi di spalle e gettate una moneta nella fontana con la mano destra sopra la spalla sinistra. Questa tradizione è diventata così popolare che ogni anno vengono raccolti dalle acque della fontana circa 1,5 milioni di euro!


La Fontana di Trevi si trova nell’omonima piazza nel cuore del centro storico di Roma. Sbucare da una delle viuzze che vi convergono, sentire lo scroscio delle sue acque che la annunciano, e poi trovarsela di fronte, è sempre una grande emozione, purtroppo in parte guastata dal caotico andirivieni delle folle di turisti.
La fontana è uno dei più fulgidi esempi di architettura barocca a Roma: realizzata su una parete del Palazzo Poli e popolata di maestose sculture, crea un effetto scenico semplicemente straordinario. Non sorprende che il grande regista Federico Fellini abbia voluto girare proprio qui la più celebre sequenza del film La Dolce Vita, che ha poi ulteriormente contribuito alla fama della Fontana nel mondo intero.




La fontana è alimentata ancora oggi dall’Acquedotto Vergine, costruito in epoca romana da Marco Vipsanio Agrippa (lo stesso del Pantheon!) per portare acqua pura dalle sorgenti dell’Agro Lucullano, situate a circa 20 chilometri da Roma, fino al centro della città.
Il nome “Trevi” deriva probabilmente da trivium, che significa incrocio di tre strade, proprio dove l’acqua veniva incanalata nell’antichità.
Accessibilità♿️
La Fontana di Trevi si trova in una piazza pianeggiante o in leggera pendenza. Sia la piazza che le vie intorno sono aree pedonali, con pavimentazione non sempre agevole da percorrere in carrozzina. Le strade attorno alla fontana possono essere affollate, soprattutto durante l’alta stagione turistica, il che può rendere difficile il passaggio per chi usa sedie a rotelle o deambulatori. Il bordo della fontana si trova più in basso del livello della piazza, ed è raggiungibile solo tramite alcuni gradini; fortunatamente si gode di una buona visuale anche dalla piazza, turisti permettendo… Per evitare le grandi folle, è consigliabile visitare la Fontana di Trevi al mattino presto o in tarda serata.
8) PIAZZA DI SPAGNA, CAMPO DE’ FIORI, PIAZZA NAVONA
Piazza di Spagna
Un altro luogo super iconico e davvero scenografico della Città Eterna, Piazza di Spagna, con la celebre fontana della Barcaccia e l’altrettanto celebre Scalinata di Trinità dei Monti.
La fontana, realizzata nel 1629 da Pietro e Gian Lorenzo Bernini, rappresenta una barca semisommersa, ed è ispirata a una credenza popolare secondo cui una barca sarebbe rimasta incastrata nella piazza a seguito della piena del Tevere del 1598. La scalinata monumentale, che dalla piazza conduce alla Chiesa di Trinità dei Monti, venne invece completata nel 1725 su progetto dell’architetto Francesco de Sanctis. Nell’insieme costituiscono uno dei vertici di bellezza ed eleganza del barocco italiano.
Accessibilità♿️. Si può raggiungere la piazza percorrendo Via dei Condotti, che è asfaltata e dunque agevole anche su ruote. La pavimentazione della Piazza è invece realizzata con sampietrini, ma il manto è fortunatamente ben tenuto e regolare, e non presenta grosse difficoltà. Nella piazza sono presenti servizi igienici accessibili.




Campo de’ Fiori
Campo de’ Fiori, altra celebre piazza rinascimentale nel cuore del centro storico di Roma, deve il suo nome al fatto che durante il Medioevo in quest’area, non ancora edificata, fosse presente un campo fiorito. Si tratta di un luogo molto animato, dove la mattina (domenica esclusa) si svolge un coloratissimo mercato di prodotti freschi, e la sera i turisti si accalcano nelle numerose pizzerie, trattorie e ristoranti che vi si affacciano.
Ma la curiosa statua incappucciata che spicca al centro della piazza ci ricorda che non è solo questo. Raffigura il filosofo e teologo Giordano Bruno, che nell’anno 1600 proprio qui venne bruciato sul rogo dalla Chiesa per non aver abiurato alle sue idee considerate eretiche. Lo sguardo austero guarda in direzione del Vaticano, come gesto di sfida e di rivalsa nei confronti di chi, senza riuscirci, ha cercato di cancellare il suo pensiero. Proprio per tale motivo, per il suo alto valore simbolico, quando venne eretta nel 1889 la statua suscitò aspre polemiche da parte della Chiesa Cattolica.




La storia di Campo de’ Fiori è dunque strettamente legata alla vicenda di Giordano Bruno, alla sua morte e alla sua “rinascita”, facendone un luogo simbolo della difesa della libertà di pensiero e della lotta all’oscurantismo. Rotellando da queste parti al tramonto, quando l’ombra del filosofo si allunga sulla piazza, sembra di avvertire in modo ancora più vivido le intense suggestioni che la avvolgono.
Piazza Navona
La mia terza piazza preferita nel centro storico di Roma è Piazza Navona, un altro straordinario esempio di eleganza barocca. La sua forma allungata ricalca ancora oggi la sua destinazione d’origine, la piazza sorge infatti dove un tempo si trovava l’antico Stadio di Domiziano.
Al centro spicca la magnifica Fontana dei Quattro Fiumi, realizzata dal Bernini nel 1651 su commissione di Papa Innocenzo X. La fontana rappresenta i principali fiumi dei quattro continenti allora conosciuti: il Nilo, il Danubio, il Gange e il Rio della Plata. A dominare la piazza vi è anche la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata da Borromini, il cui stile sobrio e armonioso contrasta con la grandiosità barocca della fontana berniniana. Ai lati della piazza si trovano inoltre la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno, che arricchiscono ulteriormente il fascino del luogo.
Purtroppo durante la mia visita erano in corso lavori di ristrutturazione delle fontane per cui non ho potuto vedere granché. Sarà per la prossima volta.
9) MUSEO DELL’ARA PACIS
Girando per il centro storico ci siamo imbattuti nel Museo dell’Ara Pacis e abbiamo deciso di visitarlo. La storia del museo e del grande altare di epoca romana da cui prende il nome è davvero molto interessante e vale la pena farci un passaggio. Oltretutto abbiamo avuto la fortuna di trovare al piano terra una bellissima mostra temporanea sul teatro nell’antica Roma.


Il museo è completamente accessibile anche per visitatori in sedia a ruote. Purtroppo invece esplorare l’interno dell’altare è decisamente problematico.
L’Ara Pacis
Il museo è dedicato all’Ara Pacis Augustea, il grande altare risalente al 9 a.C., che venne realizzato per celebrare il ritorno a Roma dell’imperatore Augusto dopo le vittoriose campagne militari in Spagna e Gallia, e l’inizio della pax romana (ara pacis significa appunto altare della pace). L’altare vero e proprio si trova all’interno di una cella rettangolare a cielo aperto di dimensioni imponenti, oltre 11 metri di lunghezza, 10 metri di larghezza e 4,6 metri di altezza. All’ingresso principale si accede tramite una scalinata, mentre l’entrata posteriore si trova in piano. L’ara pacis venne realizzato interamente in marmo, le sue pareti sono decorate con rilievi straordinariamente dettagliati, considerati un capolavoro della scultura romana.
L’edificio
L’edificio che custodisce l’Ara Pacis è una moderna struttura su due livelli progettata dall’architetto Richard Meier. Questo spazio espositivo, inaugurato nel 2006, permette ai visitatori di ammirare l’altare in un ambiente protetto, con ampie vetrate che lasciano entrare la luce naturale e creano un contrasto suggestivo tra antico e moderno. Mentre il piano primo del museo è interamente dedicato ad ospitare il grande altare , il seminterrato è adibito a spazio culturale e centro espositivo per mostre temporanee di arte e storia.
La mostra sul teatro
Durante la mia visita ad agosto 2024 ho avuto la fortuna di imbattermi in una mostra davvero interessante sul teatro nell’antica Roma. Un viaggio nell’arte dalle origini fino ai fasti dell’età augustea e oltre, attraverso l’esposizione oltre 240 opere, quali maschere originali, vasi decorati, statue e strumenti musicali, provenienti da prestigiose collezioni e musei italiani e stranieri.
La visita si svolge attraverso sette sezioni tematiche ordinate cronologicamente, dalla genesi del teatro greco e italico fino alla sua evoluzione in epoca romana. La mostra è arricchita ulteriormente da installazioni multimediali, tra cui videomapping e audio descrizioni, che offrono un’esperienza ancora più immersiva del teatro antico e della sua eredità. L’esposizione racconta come il teatro non fosse solo intrattenimento, ma anche un elemento centrale nella cultura e nella società greca e romana.
Accessibilità ♿️
L’entrata principale del museo si trova al primo piano, raggiungibile tramite scalinate esterne, quindi non fruibile su ruote. L’ingresso accessibile in carrozzina si trova invece lungo la Via di Ripetta, tramite alcune rampe che conducono alla porta del piano seminterrato. Qui è possibile fare i biglietti sia per le mostre temporanee che per la visita dell’Ara Pacis (entrambi gratuiti per la persona con disabilità e per l’eventuale accompagnatore). Tutta l’area del piano terra non presenta barriere. Per rendere la mostra il più inclusiva possibile sono presenti percorsi tattili, audio descrizioni e video LIS. Una volta terminata la visita alla mostra è possibile accedere al primo piano tramite un ascensore, a cui si viene guidati dal personale in servizio.
Anche il piano primo, dove è custodito il grande altare augusteo, è accessibile in carrozzina, con due livelli in piano sfalsati ma raccordati da rampe con pendenze comode. Purtroppo non è visitabile su ruote l’interno dell’altare altare a causa di alcuni gradini in corrispondenza della soglia d’ingresso (5-6 cm); inoltre, anche riuscendo a superare questi ostacoli, gli spazi interni potrebbero risultare angusti per gli spostamenti in carrozzina.
10) BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
Passeggiando lungo Via dei Fori Imperiali, circondati dai resti di Roma antica, si possono incontrare altre interessanti attrazioni. Una di queste è l’antica Basilica dei Santi Cosma e Damiano. La basilica fu istituita nel 527 d.C. dall’imperatore bizantino Teodorico il Grande, che trasformò due edifici preesistenti in un unico complesso dedicato ai santi Cosma e Damiano. I due santi erano medici e martiri cristiani del III secolo, noti per la loro opera di guarigione gratuita e per i miracoli attribuiti alla loro intercessione. La chiesa subì poi varie modifiche nel corso dei secoli, le più rilevanti furono quelle effettuate dal Papa Urbano VIII nel 1632.
Per raggiungere la chiesa si passa da un suggestivo chiostro con al centro un piccolo giardino e una fontana. La chiesa vera e propria è costituita da un’unica navata e otto celle laterali. L’abside sopra l’altare è decorato con un magnifico mosaico del VI secolo raffigurante Cristo al centro circondato da santi; il mosaico colpisce soprattutto per la ricchezza e vivacità dei colori.




Dal chiostro si può accedere anche ad una stanza dove è esposto un pregevole presepe napoletano.
Per i miei amici cagliaritani amanti delle curiosità. Vi sembrerà sicuramente familiare la statua in bronzo, opera di Padre Andrea Martini, collocata all’ingresso della basilica. Raffigura San Francesco in un gesto di benedizione ed è la “gemella” di quella che si trova in cima al colle di Monte Urpinu a Cagliari, ovviamente dello stesso autore.
Accessibilità ♿️
La basilica è accessibile anche in sedia a ruote. L’ingresso è rialzato rispetto alla quota della Via dei Fori Imperiali, è presente quindi una rampa asfaltata di raccordo con pendenza non lieve (vedi immagine sopra), che può risultare difficile da affrontare con carrozzina manuale senza aiuto. Questo è probabilmente l’ostacolo più fastidioso, perché poi non ci sono grossi problemi. Il chiostro e la chiesa sono in piano, a meno delle soglie di ingresso di circa 2 cm, mentre la sala del presepe è accessibile tramite una rampa mobile.
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