Kuala Gandah Elephant Center: accessibilità in carrozzina.

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Esistono luoghi sparsi in giro per il mondo dove fare memorabili esperienze a contatto con la fauna locale, e in Malesia non mancano certamente: il Kuala Gandah Elephant Center è uno di questi. Si tratta di un importante centro riabilitativo per elefanti feriti o menomati gestito dal governo malese. Qui è possibile fare incontri molto ravvicinati con alcuni esemplari di elefante indiano e addirittura avere il privilegio di dar loro da mangiare, banane e pezzi di bambù che questi meravigliosi pachidermi raccoglieranno con la proboscide direttamente dalle vostre mani. Un’esperienza per la vita! Kuala Gandah Elephant Center accessibilità

Sebbene con qualche difficoltà, questa riserva naturalistica, è accessibile ♿️ anche in sedia a ruote. Nel seguito vi racconto come.


Come arrivare

Il Centro si trova presso la località di Kuala Gandah, a circa 110 km da Kuala Lumpur, e può essere raggiunto in macchina in un’ora e mezzo (ma dipende dal traffico) percorrendo l’autostrada E8 e uscendo allo svincolo di Lanchang. Da qui consiglio di avanzare con molta attenzione, perché la via è stretta e sulla carreggiata potreste incontrare buche pericolose. Procedendo per una quindicina di km in direzione Kuala Gandah si giunge facilmente alle porte del parco. 


Ingresso

Il parco è dotato di un’ampia area parcheggio, da cui è possibile raggiungere il centro visitatori seguendo un percorso accessibile anche in sedia a ruote ♿️. Per accedervi è necessario superare qualche gradino, ma sono state fortunatamente posizionate due corte rampe mobili. All’interno del centro è necessario registrarsi prima di iniziare il percorso. L’ingresso è gratuito con offerta libera che serve a supportare l’attività della riserva.

Durante la registrazione potete anche noleggiare una guida locale per 50 RM (circa 10 €). È una scelta straconsigliata, perché oltre a raccontarvi l’interessante storia del parco e l’attività che vi si svolge, potrà anche darvi una mano per spingere la carrozzina manuale, alla bisogna. I malesi sono una popolazione straordinariamente amichevole e disponibile per quanto sperimentato, per cui troverete sicuramente qualcuno disposto a darvi una mano. La nostra guida si chiamava Ejoy, e tra una chiacchiera e l’altra, sempre col sorriso sulle labbra, mi ha accompagnato e aiutato nel percorso in carrozzina.


Sfamare gli elefanti

Dal visitor center la visita prosegue all’esterno tramite una passerella che si insinua tra la vegetazione e si raccorda poi al percorso principale fatto di strade pavimentate o sterrate. Il primo step ci ha condotto verso una zona recintata con tre giovani esemplari adulti. Gli elefanti, notoriamente animali molto intelligenti, sanno bene che l’avvicinarsi di un turista prelude all’arrivo del cibo, e dunque si avvicinano solerti ai limiti del recinto in attesa. Per pochi RM si possono acquistare dei sacchetti pieni di pezzi di bambù o delle banane da offrire agli affamati mammiferi. Gli elefanti, rimanendo all’interno del recinto, allungano le loro proboscidi per prendere il cibo direttamente dalle vostre mani per poi portarselo alla bocca. Il tutto ovviamente sotto gli occhi attenti delle guide locali. È un’esperienza fantastica che dura diversi minuti e trasmette una grande emozione.

La proboscide degli elefanti ha la pelle al tatto proprio come me la sarei aspettata: dura e grinzosa. Ciò che non mi aspettavo era che fosse anche molto… bavosa! Dopo questa straordinaria esperienza avrete quindi urgenza di farvi una bella doccia calda.  


Esibizioni

La visita prosegue e veniamo condotti verso una piattaforma affacciata sul fiume che attraversa il parco. Da qui, quando le condizioni lo consentono, si può assistere al bagno degli elefanti. Oggi purtroppo il livello delle acque è troppo elevato, ha piovuto tantissimo i giorni precedenti, per cui niente bagno. Poco più avanti la parte meno memorabile della visita: da una gradinata si può assistere all’esibizione di alcuni elefanti all’interno di una piccola arena. Dei maschi adulti con in groppa i domatori, si esibiscono in varie pose e “coreografie”. L’esibizione ricorda un po’ gli spettacoli circensi di una volta, e trasmette un senso di tristezza per i pachidermi costretti a questo show. 


I baby elefanti

Per fortuna un po’ più avanti il Centro propone un altro momento di grande intensità con l’incontro ravvicinato con alcuni piccoli elefanti. Mi ha particolarmente colpito la storia di un elefantino, trovato ferito gravemente, e al quale è stato necessario amputare una zampa. Per permettergli di muoversi è stato creato un tutore ad hoc per lui. Non ho potuto fare a meno di sentire una forte empatia per questo elefantino con disabilità motoria.  

La visita si conclude e raggiungiamo l’auto nel parcheggio. Prima di salutare la nostra guida Ejoy, gli lascio molto volentieri una buona e meritatissima mancia, non è una cosa dovuta ma di sicuro sempre apprezzata.


♿️ Sintesi Accessibilità. Il percorso è parzialmente accessibile anche in carrozzina ma ci sono diversi tratti difficoltosi con brevi rampe ripide, gradinetti o passaggi nello sterrato, per cui è consigliabile la visita con un mezzo elettrico. Se usate una carrozzina manuale raccomando la presenza di un aiutante per la spinta, motivo in più per assumere una guida locale come ho fatto io.


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