Un Giorno a Comacchio

Dell’atmosfera brumosa, sonnacchiosa e vagamente sinistra che avevo immaginato serpeggiare tra i canali di Comacchio, probabilmente mutuata dalla visione di qualche film di Pupi Avati, non trovo traccia oggi. Sarà che è una soleggiata domenica mattina di maggio, sarà che in città si celebra la Festa dei Pesci Marinati, sarà che le banchine lungo i canali sono gremite di visitatori, specie ora che si avvicina l’ora di pranzo, ma oggi posso solo fantasticare di quelle atmosfere torbide traslando questo scenario nella prima luce crepuscolare di fine novembre.

Scopro invece una Comacchio dal volto più solare, col fascino tipico delle città d’acqua ma calato nella sua unicità storica e ambientale. E nonostante l’intreccio di ponti e canali, anche abbastanza accessibile. Vi racconto la mia giornata.

Il Loggiato dei Cappuccini

Raggiungiamo Comacchio risalendo da Ravenna la strada delle Valli (SS 309), e seguendo le indicazioni per il Parco Regionale del Delta del Po sbuchiamo di fronte a un lunghissimo porticato, dove ha inizio il nostro tour. Il seicentesco Loggiato dei Cappuccini , con i suoi 400 metri scanditi da ben 142 archi , è uno dei luoghi caratteristici della cittadina lagunare. Dal punto di vista urbanistico ne prolunga il centro abitato verso ovest, seguendo il corso del Canale Marozzo, fino alla Chiesa di Santa Maria in Aula Regia, situata alla sua estremità. 

Oggi è domenica, e all’ombra dei portici è tutto un andirivieni tra le bancarelle del mercatino. Si vendono chincaglierie di ogni genere, dai dischi in vinile di Raul Casadei alle tazzine in ceramica di Faenza, bamboline e stoffe, vecchi libri, abat jour e tutto quel che ci si aspetta da un mercatino domenicale, mentre vecchi altoparlanti da laggiù diffondono nell’aria una mazurca romagnola. 

♿️Accessibilità. Arrivando in auto, è possibile parcheggiare lungo la strada parallela al loggiato, sul lato opposto. La pavimentazione è in selciato, fastidiosa da percorrere in sedia a ruote, ma si tratta solo dei pochi metri per attraversarla. Sotto i portici la situazione migliora decisamente: qui il fondo è invece regolare e semplice da percorrere.

Manifattura dei Marinati

Proseguiamo la nostra passeggiata percorrendo il loggiato in direzione centro cittadino, e sbirciando oltre una porta nel muro che delimita il porticato appare la facciata bianca di un edificio industriale. Ci troviamo così di fronte alla Manifattura dei Marinati, metà fabbrica e metà museo, un luogo intrinsecamente legato alla storia commerciale e lagunare di Comacchio.

La Manifattura venne costruita dall’Azienda Valli ai primi del novecento. Prima d’allora l’attività della marinatura delle anguille veniva svolta dalle famiglie del posto, sempre per conto dell’azienda.

Qui ha luogo la marinatura dell’anguilla cotta secondo processi che si ripetono identici da secoli. Solo di recente si è aggiunta l’attività di lavorazione delle acciughe.

Il primo ambiente in cui entriamo è la Sala Fuochi, con i sui 12 grandi camini di mattoni rossi allineati sulla parete di destra e la copertura lignea a capriate, dove avviene la cottura e affumicatura delle anguille. Sono i giorni della Festa dei Marinati, per questa ragione la sala è allestita con lunghe tavolate che per l’ora di cena saranno affollate e impregnate di odore di anguilla alla brace. 

Un corridoio che fiancheggia l’ampio cortile interno conduce alla Sala degli Aceti, dove troneggiano enormi tini e botti. In questo ambiente venivano preparate le salamoie, fondamentali per la conservazione dell’anguilla. Si può accedere anche ad un piano soppalcato che offre un bel colpo d’occhio della sala. Parallelamente al fabbricato scorre il canale Marozzo, e proprio dietro alla Sala dei Fuochi c’è la Calata, dove approdavano le imbarcazioni dei pescatori con il loro carico di anguille, acciughe e acquadelle.

L’anguilla marinata tradizionale delle valli di Comacchio è riconosciuta come presidio slow food.

♿️Accessibilità. Per raggiungere l’ingresso bisogna percorrere un breve tratto in terra battuta e all’entrata c’è una soglia alta qualche centimetro. Gli spazi interni della Manifattura sono tutti in piano e facilmente visitabili anche in sedia a ruote. La zona soppalcata nella Sala degli Aceti è raggiungibile con un ascensore. Sono inoltre presenti bagni accessibili.


Verso il Centro

Ci lasciamo alle spalle l’edifico della Manifattura dei Marinati e sbuchiamo nuovamente sotto i portici del Loggiato dei Cappuccini. Superato l’ultimo arco ci ritroviamo lungo Corso Mazzini e proseguiamo dritti in direzione centro storico, mentre costeggiamo le caratteristiche abitazioni a schiera dalle facciate a tinte pastello. Curiosando oltre i portoni scopriamo lunghi corridoi dove si affacciamo altre case non visibili dalla viabilità principale.

Nell’ultimo tratto il Corso Mazzini si allarga prima di confluire nella Piazza XX Settembre, dove compare imponente la sagoma della Basilica di San Cassiano Martire e, sullo sfondo, quella della torre campanaria.


Ponti e Canali

Proseguendo oltre il Duomo ci addentriamo ancora di più nel centro storico. Superata la Piazzetta Ugo Bassi incontriamo il suo canale Maggiore, lungo la via Fogli. La banchina sul lato sinistro, dove si alternano negozietti e ristoranti, oggi è affollata di turisti a caccia di souvenir, gastronomici soprattutto, o in cerca di un posto per pranzare. i canali sono il segno più caratteristico di Comacchio, che le è valso l’epiteto di ”piccola Venezia” (una delle tante in verità), e che conferisce al centro ferrarese quell’atmosfera un pò romantica e un pò misteriosa tipica delle città lagunari. Comacchio si è infatti sviluppata, fin dal Medioevo, su un complesso di isolotti collegati da piccoli ponti. Da sempre ha vissuto in simbiosi con l’acqua, sia del fiume che del mare, ricavandone prosperità grazie soprattutto alla pesca e alla produzione del sale.

In corrispondenza dell’incrocio col Canale della Pescheria si trova uno dei ponti più noti di Comacchio. Il Ponte degli Sbirri (o Delle Carceri), deve il suo nome alla prossimità con le antiche carceri di Comacchio, dove un tempo venivano i detenuti per lo più i pescatori di frodo.

♿️Accessibilità. Muoversi tra i canali comporta ovviamente dei problemi, ma non insormontabili. I ponti di Comacchio hanno dei gradini e non sono fruibili in sedia a ruote. Tuttavia si può circolare agevolmente sulle banchine e vengono segnalati dei percorsi preferenziali per raggiungere i principali luoghi d’interesse. La pavimentazione è generalmente buona, anche se mi è capitato di trovare qualche tratto in selciato di pietra.


Trepponti 

Giunti davanti ai gradini del Ponte degli Sbirri non ho altra scelta che andare a sinistra, seguendo il Canale della Peschiera. In fondo al canale si staglia la sagoma del Ponte dei Trepponti, l’opera simbolo di Comacchio, sicuramente la più famosa e originale.
Lo si potrebbe definire un hub acquatico, perché realizzato nel punto in cui confluiscono ben cinque canali. Il principale è il Canale Pallotta, che va verso il mare, i due canali di Borgo e della Pescheria puntano verso il centro dell’abitato, mentre i canali Sant’Agostino e San Pietro prendono direzioni periferiche.

Da questo snodo si potevano raggiungere via acqua le diverse parti della città oppure dirigersi verso il mare. Cinque scalinate in laterizio convergenti in una piccola piazza rialzata consentono invece di spostarsi via terra da una zona all’altra scavalcando i canali. 

Accessibilità♿️ Purtroppo di qui non si passa. Non ci sono rampe, ascensori o passerelle, e le scalinate sono l’unica maniera di oltrepassare il ponte. Fino a qualche anno fa esisteva una passerella a scavalco del canale della Pescheria, successivamente rimosso dalla Soprintendenza. Se vi interessa approfondire la questione qui trovate l’articolo.


Anguille & C.

L’ora di pranzo tra i canali è annunciata dallo spandersi di una mistura di odore di frittura e sentori speziati, dapprima leggeri poi via via più intensi col crescere dell’appetito. Se cercate un posto per mangiare non avete che da seguire il vostro naso. Che sia street food, in uno dei tanti chioschetti che offrono panini all’anguilla marinata e altre delizie takeaway, oppure nei dehors dei tanti ristoranti lungo i canali, la vostra voglia di mare sarà pienamente soddisfatta… 

Ero molto curioso di assaggiare la famosa anguilla di Comacchio quindi, devo dirlo, mi sono concesso il meglio. La Barcaccia, (qui il LINK) è uno dei migliori ristoranti della città lagunare, e ho avuto il piacere di accomodarmi a uno dei suoi tavoli per assaggiare le delizie locali. 

Dopo aver visitato la Manifattura dei Marinati la mia scelta per l’antipasto non poteva che cadere sul “trittico di marinati” con anguilla, alici e sarde in saor. Quale modo migliore per iniziare a stuzzicare il palato prima del piatto forte! Ed eccolo che arriva. L’anguilla “spaccata”, sapientemente accompagnata con pezzi di polenta, è un filetto di anguilla di taglia grossa cotto alla brace secondo una tecnica di antica tradizione. La polpa rimane morbida e gustosissima sotto la rosolatura e la pelle croccante al punto giusto. Sono già piuttosto soddisfatto, ma dopo un bicchiere di Pignoletto, ho ancora tempo per assaggiare un po’ di delizioso fritto misto alla comacchiese, con pescato delle Valli, gamberi, verdure, e granchietti (!). Tutto freschissimo, frittura leggera e al punto giusto. Conto non economico ma ne vale la pena. Ristorante consigliatissimo!

Accessibilità ♿️ Gli spazi esterni sono facilmente accessibili. Non sono stato all’interno, ma segnalo la presenza di un gradino basso (10 cm circa) per entrare.


Trip Tips

Alcune risorse utili per preparere al meglio la visita:


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